| La
sperimentazione del 112 a Salerno |
Il progetto del nuovo 112 Unico Europeo a Salerno era
coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vi hanno
partecipato:
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Dipartimento per l' Innovazione e le Tecnologie;
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Ministero dell' Interno;
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Ministero della Salute;
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Ministero dell' Economia;
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Ministero delle Infrastrutture;
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Ministero delle Comunicazioni;
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Ministero della Difesa;
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Dipartimento della Protezione Civile;
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Dipartimento delle Politiche comunitarie;
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Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Il progetto, inizialmente destinato a tre province
italiane (Salerno, Catanzaro e Palermo), è stato poi ipotizzato sulla sola
provincia di Salerno e prevedeva la realizzazione di una Centrale
Operativa del 112 "sovrastrutturale" rispetto alle attuali esistenti, con la
centralizzazione delle chiamate e lo smistamento delle richieste ai servizi
di istituto esistenti attraverso le attuali centrali operative di
Carabinieri, Polizia, Soccorso Tecnico dei Vigili del Fuoco (e di altri
enti) e Soccorso Sanitario, cosiddette di secondo livello.
Lo stato del progetto al momento della sospensione (con il termine del
Governo della XIV legislatura), era il seguente.
Erano stati istituiti due gruppi di lavoro:
-
Un “Gruppo di Lavoro
per l’istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM del
04/08/2003);
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una struttura di
missione denominata “Unità tecnico-operativa per l’istituzione del
Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM 30/06/2005 pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 237 dell’11-10-2005).
Il cui mandato è terminato con la
scadenza del Governo della XIV legislatura senza vedere l’avvio della
sperimentazione annunciata per l'anno 2006.
La suddetta unità tecnico-operativa ha raggiunto risultati condivisi dalle
componenti interessate al progetto, quali:
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Realizzazione ed approvazione da
parte di tutte le Amministrazioni partecipanti al progetto (Polizia di
Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Soccorso
Sanitario, Ministero delle Comunicazioni, Autorità di Garanzia nelle
Comunicazioni), dello studio di fattibilità del progetto;
-
Realizzazione del Manuale Operativo,
attualmente in avanzato stato di approvazione;
-
La definizione della progettazione
esecutiva del servizio di Numero Unico di Emergenza 112;
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La definizione del sistema, con la
condivisione di tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile che
garantirà di identificare l’esatta localizzazione dell’origine della
chiamata di emergenza da qualsiasi rete telefonica ed i dati anagrafici
del chiamante1;
-
Ottenimento del parere favorevole sul progetto da parte del Centro
Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Con delibera del CIPE n°17, del
09/05/2003, è stata approvata la somma di 126 milioni di euro, per progetti
del Ministero dell’Innovazione Tecnologica, parte della quale destinata al
progetto del Numero Unico di Emergenza 112 per le zone “obiettivo 1” e le
regioni Abruzzo e Molise, con scadenza delle quote di investimento prevista
per la fine dell’anno 2006, quindi mai utilizzata.
Durante la fase di preparazione della sperimentazione sul 112 a Salerno,
l’Italia, attraverso il Ministero
dell’Innovazione Tecnologica, ha aderito al MOU sull’eCall impegnandosi al
rispetto dei tempi che prevedono nel 2009 la commercializzazione di veicoli
equipaggiati di un sistema di chiamata automatica per le emergenze, alle
centrali operative del 112. Pertanto necessitano per tale data di aver
compiuto un “upgrade” tecnologico di notevole portata, nonché di test di
affidabilità del sistema (anche incrociati con database e sistemi di altri
paesi), cosa impensabile dopo lo stop alla sperimentazione.
A ciò va aggiunto che in
data 04/04/2006, la Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione
2 nei confronti dell’Italia per la mancata
applicazione di quanto previsto nella direttiva CE 2002/22/CE, con
riferimento all’articolo 26, terzo comma “informazioni
relative all'ubicazione del chiamante”.
Le risposte del
Governo Italiano, come previsto nell’articolo 226 del
trattato CE, non sono state ritenute sufficienti dalla
Commissione Europea,
tanto che ad Ottobre 2006 la procedura di infrazione è entrata nella seconda
fase con una nuova intimazione al Governo Italiano da parte della
Commissione.
Il progetto di Salerno può ormai dirsi archiviato e l'ipotesi di
mantenimento della provincia di destinazione per la sperimentazione può
essere considerata molto remota.
Il progetto molto più credibilmente verrà spostato su regioni più evolute
sulla gestione delle emergenze, come l'Emilia Romagna, il Piemonte e la
Lombardia, un'opportunità persa per lo sviluppo nel sud Italia.
1 Raccomandazione della
Commissione del 25 luglio 2003, sul trattamento delle informazioni relative
alla localizzazione del chiamante sulle reti di comunicazione elettronica ai
fini della fornitura di servizi di chiamata di emergenza con capacità di
localizzazione (2003/558/CE).
2 Vedere anche il comunicato stampa della Commissione Europea “IP/06/464” e
“MEMO/06/158”.
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