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La Commissione Europea cerca l'accordo
con le case automobilistiche per l'eCall dal 2010 (Settembre 2007)
Già
dai prossimi mesi la Commissione Europea avvierà colloqui con le
case automobilistiche Europee ed Asiatiche, con l'obiettivo di
integrare a partire dal 2010 la tecnologia di chiamata
automatica di emergenza paneuropea su tutte le nuove autovetture
(eCall).
«Se vogliamo seriamente adoperarci per salvare vite umane sulle
strade Europee, è opportuno che tutti i 27 Stati membri
stabiliscano un termine entro il quale
eCall ed il
controllo elettronico della stabilità (ESC) dovranno diventare
equipaggiamenti di serie in tutte le automobili nuove.
Allo stesso tempo dobbiamo rimuovere gli ostacoli amministrativi
per le innovazioni che renderanno le automobili più sicure e più
pulite», ha aggiunto il Commissario Viviane Reding.
La Comissione Europea ha presentato a Versailles lo scorso 22
Settembre il pacchetto di innovazioni tecnologiche per
l'automobile che permetterà di dimezzare nel 2010 le morti
dovute ad incidenti stradali, tra queste quella dell'eCall
è una delle più interessanti e atte a cambiare la modalità di
attivazione dei soccorsi a seguito di incidente stradale o
chiamata spontanea.
L'eCall è un
sistema basato sul 112, il Numero Unico Europeo per le
Emergenze, in caso di incidente grave in qualsiasi luogo in
tutta Europa, l'automobile chiama automaticamente la centrale
operativa più vicina, utilizzando il 112.
Con questa chiamata vengono comunicate le informazioni
essenziali sull'incidente – compreso il punto esatto in cui è
avvenuto con la precisione dei sistemi GPS – anche quando non ci
sono passeggeri a bordo in grado di rispondere, mentre invece
permettono di intervistare gli occupanti del veicolo quando ciò
è possibile (anche nel caso di attivazione manuale tramite
pulsante eCall).
Le informazioni fornite sul luogo dell'incidente riducono i
tempi di reazione dei servizi di soccorso del 50% nelle zone
rurali e del 40% nelle zone urbane e secondo alcune stime, ogni
anno questo sistema salverà 2.500 vite in Europa e permetterà di
limitare le lesioni gravi nel 15% dei casi non fatali.
L'Italia, con il Centro Ricerche della Fiat, ha contribuito alla
fase di studio e test dell'apparecchiatura che dovrà essere
implementata nelle autovetture, rendendo possibile il traguardo
del 2010 indicato dalla Commissione Europea. I test effettuati
prima a livello nazionale, sono poi stati ripetuti a livello
internazionale dalle case automobilistiche che hanno messo a
disposizione le loro infrastrutture (ad esempio i veicoli messi
a punto in Italia, sono stati testati in Svezia).
Ma se da un lato l'Italia contribuisce alla realizzazione di
questo obiettivo di riduzione delle vittime con la ricerca messa
in atto da una grande azienda, dall'altro resta immobile nella
necessaria realizzazione e riorganizzazione del sistema
dell'emergenza gestito dalla pubblica amministrazione.
Per funzionare in tutta Europa il 112 ha la necessità di
funzionare solo attraverso il 112, l'unico numero telefonico che
permette in tutti i paesi Europei di entrare in roaming con
qualsiasi operatore telefonico. Inoltre le centrali del 112
dovranno essere in grado di ricevere le chiamate eCall con la
trasmissione dei dati di localizzazione attraverso il canale
voce. Perciò se le attuali centrali operative non verranno ben
presto riprogettate ed aggiornate tecnologicamente, oltre che
riorganizzate per permettere la gestione anche delle chiamate
sanitarie e per il soccorso tecnico, ci troveremo impreparati a
gestire le chiamate dell'eCall.
Un paese come l'Italia, con un flusso imponente di turisti che
vi transitano ogni anno, comincerà a ricevere le prime chiamate
eCall nel 2010, quando autoveicoli provenienti da altri paesi
Europei che avranno già attivo il sistema eCall, tenteranno di
collegarsi al 112. Se la situazione resta quella attuale, potete
immaginare cosa accadrà quando chiamate da autoveicoli con
persone straniere verranno generate automaticamente verso il
112, i cui operatori non saranno stati messi nelle condizioni di
poter ricevere le informazioni di localizzazione del chiamante e
dovranno gestire ogni genere di chiamata, comprese quelle per
emergenze sanitarie e per il soccorso tecnico dei Vigili del
Fuoco.
Per questo è auspicabile una completa riorganizzazione delle
centrali operative d'emergenza, sia per renderle
territorialmente competenti su base provinciale (oggi sono
ancora organizzate su base distrettuale in molte zone), sia per
far sì che gestiscano anche le chiamate dell'emergenza sanitaria
e per il soccorso tecnico. Resta valido il progetto, messo in un
cassetto dall'attuale esecutivo, di centrali operative di primo
livello per la ricezione e che poi demandino alle centrali oggi
esistenti la gestione, esercitando una funzione di coordinamento
delle risorse disponibili.
Link: Euronews (con filmato esplicativo)

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