L'Europa comincierà nel 2007 le negoziazioni per l'introduzione dell'eCall nei veicoli
(Dicembre 2006)

"Dobbiamo rilanciare il sistema eCall al più presto", ha affermato Viviane Reding, Commissaria Europea per la Società dell'informazione e i media. "Disponiamo della tecnologia: ora è necessario che gli Stati membri e l'industria cambino marcia e ci aiutino a rendere le strade europee più sicure in tempi rapidi".
La Commissione Europea ha deciso di agire in prima persona e con urgenza, per "rimettere in carreggiata" il progetto dell'eCall, già siglato da nove nazioni, (oltre all'Italia per la quale ha firmato il Ministero dell'Innovazione Tecnologica, Cipro, Finlandia, Grecia, Lituania, Norvegia, Slovenia, Svezia e Svizzera) sarà presto firmato anche dal Governo Islandese, molto attento alle problematiche della sicurezza stradale. Il documento della Commissione Europea (Telecom Council), datato 11/12/2006 sottolinea la necessità di far ripartire in modo strutturato il percorso che condurrà tra il 2009 ed il 2010 ad avere il sistema eCall montato su tutti i veicoli commercializzati in Europa e Centrali Operative del 112 unico in grado di ricevere e localizzare le chiamate automatiche che vengono generate in caso di incidente stradale.

Le iniziative della Commissione Europea saranno prevalentemente su due linee di azione:

1. Gli Stati Membri devono fornire una chiara lista di azioni con le date di scadenza per risolvere i rimanenti problemi legali, tecnici e socio-economici, per mettere in piedi il necessaria infrastruttura del 112, E112 e dell'
eCall.

2. All'Industria Automobilistica viene richiesto di rinnovare il proprio impegno verso l'
eCall. La Commissione comincerà le negoziazioni con l'industria automobilistica su un accordo volontario per l'introduzione delle apparecchiature eCall sui veicoli.

All'eCall la Commissione Europea attribuisce la potenzialità di salvare 2500 vite umane ogni anno (il 6% del totale delle vittime di incidenti stradali sul territorio dell'Europa Unita), grazie alla maggior velocità dei soccorsi ed alla localizzazione GPS che viene trasmessa alle centrali operative uniche del 112 attraverso il canale voce. Questa stima è stata fatta sulla base dei dati degli incidenti stradali occorsi nel 2005, per un totale di 41600 morti e 1,7 milioni di persone rimaste ferite in modo anche grave.

Ma se l'industria automobilistica in questi anni ha sviluppato un sistema affidabile e capace di contenuti che vanno anche oltre il semplice funzionamento dell'eCall (potete leggere quanto si sta sviluppando nel progetto GST-Rescue), dall'altra parte resta ancora irrisolto, specie in Italia, il nodo delle centrali operative uniche del 112.
Se il Governo Italiano non metterà mano all'ammodernamento del sistema delle centrali operative, mettendo in atto rapide azioni di attuazione di quanto previsto a livello Europeo (razionalizzazione delle attuali centrali operative ed investimenti per elevarne il livello tecnologico tra i più bassi in Europa, persino dopo quello di Stati appena entrati in Europa come Romania e Lituania), si rischierà il black-out del sistema eCall sul territorio Italiano. Infatti il sistema è studiato e progettato per indirizzare le chiamate alla Centrale Operativa più vicina e competente per territorio (come per una chiamata da qualsiasi cellulare), stante l'attuale frammentazione delle Centrali Operative del 112 dei Carabinieri, ancora organizzate per distretti telefonici e non per province (o addirittura su organizzazione sovra-provinciale come il 118 della Romagna), non si potrà di certo investire ingenti risorse per l'ammodernamento di tutte le centrali periferiche.

Ora si amplifica il fronte dell'infrazione già mossa all'Italia, da un lato i due richiami scritti sull'incapacità di localizzare le chiamate dai telefoni fissi e mobili alle centrali operative dell'emergenza che verranno presto ufficializzati in un procedimento contro l'Italia, dall'altro l'arretratezza del sistema 112 e dell'infrastruttura che deve poter ricevere, tra 2 anni, le chiamate dell'eCall, sul cui ammodernamento dovrà presto rispondere il Governo alla Commissione Europea.

Di seguito:
1) l'atto della Commissione Europea in formato PDF lingua inglese:  

2) il comunicato stampa che ne è seguito sull'eCall in italiano:


Nello stesso atto la Commissione Europea individua nella risorsa di numerazione 116 il prefisso Europeo per l'accesso ai servizi di valore sociale (ad esempio quelli del 1522 per antiviolenza donne, il 1500 per le informazioni sulle emergenze sanitarie e anche il 114 di emergenza infanzia).

 
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