"Dobbiamo
rilanciare il sistema
eCall al più presto", ha
affermato Viviane Reding, Commissaria Europea
per la Società dell'informazione e i media.
"Disponiamo della tecnologia: ora è necessario
che gli Stati membri e l'industria cambino
marcia e ci aiutino a rendere le strade europee
più sicure in tempi rapidi".
La
Commissione Europea ha deciso di agire in prima
persona e con urgenza, per "rimettere in carreggiata" il
progetto dell'eCall, già siglato da
nove nazioni, (oltre all'Italia per la quale ha
firmato il Ministero dell'Innovazione
Tecnologica, Cipro, Finlandia, Grecia, Lituania,
Norvegia, Slovenia, Svezia e Svizzera) sarà
presto firmato anche dal Governo Islandese,
molto attento alle problematiche della sicurezza
stradale.
Il documento della Commissione Europea (Telecom
Council), datato 11/12/2006 sottolinea la
necessità di far ripartire in modo strutturato
il percorso che condurrà tra il 2009 ed il 2010
ad avere il sistema eCall montato su tutti i
veicoli commercializzati in Europa e Centrali
Operative del 112 unico in grado di ricevere e
localizzare le chiamate automatiche che vengono
generate in caso di incidente stradale.
Le iniziative della Commissione Europea saranno
prevalentemente su due linee di azione:
1. Gli Stati Membri devono fornire una chiara
lista di azioni con le date di scadenza per
risolvere i rimanenti problemi legali, tecnici e
socio-economici, per mettere in piedi il
necessaria infrastruttura del 112, E112 e dell'eCall.
2. All'Industria Automobilistica viene richiesto
di rinnovare il proprio impegno verso l'eCall.
La Commissione comincerà le negoziazioni con
l'industria automobilistica su un accordo
volontario per l'introduzione delle
apparecchiature
eCall sui veicoli.
All'eCall la Commissione Europea attribuisce la
potenzialità di salvare 2500 vite umane ogni
anno (il 6% del totale delle vittime di
incidenti stradali sul territorio dell'Europa
Unita), grazie alla maggior velocità dei
soccorsi ed alla localizzazione GPS che viene
trasmessa alle centrali operative uniche del 112
attraverso il canale voce. Questa stima è stata
fatta sulla base dei dati degli incidenti
stradali occorsi nel 2005, per un totale di
41600 morti e 1,7 milioni di persone rimaste
ferite in modo anche grave.
Ma se l'industria automobilistica in questi anni
ha sviluppato un sistema affidabile e capace di
contenuti che vanno anche oltre il semplice
funzionamento dell'eCall (potete leggere quanto
si sta sviluppando nel progetto GST-Rescue),
dall'altra parte resta ancora irrisolto, specie
in Italia, il nodo delle centrali operative
uniche del 112.
Se il Governo Italiano non metterà mano
all'ammodernamento del sistema delle centrali
operative, mettendo in atto rapide azioni di
attuazione di quanto previsto a livello Europeo
(razionalizzazione delle attuali centrali
operative ed investimenti per elevarne il
livello tecnologico tra i più bassi in Europa,
persino dopo quello di Stati appena entrati in
Europa come Romania e Lituania), si rischierà il
black-out del sistema eCall sul territorio
Italiano. Infatti il sistema è studiato e
progettato per indirizzare le chiamate alla
Centrale Operativa più vicina e competente per
territorio (come per una chiamata da qualsiasi
cellulare), stante l'attuale frammentazione
delle Centrali Operative del 112 dei
Carabinieri, ancora organizzate per distretti
telefonici e non per province (o addirittura su
organizzazione sovra-provinciale come il 118
della Romagna), non si potrà di certo investire
ingenti risorse per l'ammodernamento di tutte le
centrali periferiche.
Ora si amplifica il fronte dell'infrazione già
mossa all'Italia, da un lato i due richiami
scritti sull'incapacità di localizzare le
chiamate dai telefoni fissi e mobili alle
centrali operative dell'emergenza che verranno
presto ufficializzati in un procedimento contro
l'Italia, dall'altro l'arretratezza del sistema
112 e dell'infrastruttura che deve poter
ricevere, tra 2 anni, le chiamate dell'eCall,
sul cui ammodernamento dovrà presto rispondere
il Governo alla Commissione Europea.
Di seguito:
1) l'atto della Commissione Europea in
formato PDF lingua inglese:
2) il comunicato stampa che ne è seguito sull'eCall
in italiano:
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Nello stesso atto la Commissione Europea
individua nella risorsa di numerazione 116
il prefisso Europeo per l'accesso ai servizi di valore
sociale (ad esempio quelli del 1522 per
antiviolenza donne, il 1500 per le informazioni
sulle emergenze sanitarie e anche il 114 di
emergenza infanzia).

