Localizzazione dei dispersi in montagna e il Soccorso Alpino con l'aiuto del 112
 (Marzo 2006)

Se si parla di soccorso alpino, vengono in mente principalmente le montagne del nord Italia al confine con Francia, Svizzera e Austria, con le loro località sciistiche che sono ormai largamente attrezzate per questo genere di servizio, anche grazie all'ausilio dei corpi di soccorso del CNSAS, della SAGF e del Corpo Forestale dello Stato.
Abbiamo però assistito a numerosi interventi di soccorso, buona parte dei quali sono avvenuti sulle montagne dell'Appennino Tosco-Emiliano o di quello Abruzzese, Umbro e Marchigiano.
Proprio in questi giorni un uomo di 52 anni ed una donna di 43, entrambi Toscani, sono stati ritrovati da soccorso alpino e corpo forestale dello stato, con l'ausilio dell'elicottero SAR adibito al soccorso alpino di stanza a Pavullo nel Frignano. I due erano ancora abbracciati, ma purtroppo deceduti a causa della bufera di neve di domenica 12 marzo 2006, vegliati dall'unico sopravvissuto, il loro cane husky. 
Stessa cosa è successa ad un gruppo di 20 persone che ha lanciato un disperato allarme sempre nella stessa domenica, tutti messi in salvo dopo l'allarme lanciato attraverso i numeri d'emergenza, grazie al Soccorso Alpino, tranne un esperto di montagna di 65 anni che si era allontanato dal gruppo proprio per andare a chiedere soccorso. Dall'inizio del 2006 sono state ben 8 le persone decedute nell'Appennino Tosco-Emiliano, un'altra persona è dispersa da gennaio, un anno nero per tutto l'Appennino.

Sistemi di Ricerca e Protezione

Mentre sulle Alpi i sistemi di soccorso collegati alla ricerca di dispersi a causa di valanghe sono ormai ben tenuti in considerazione e le centrali operative sono ben addestrate a raccogliere tutte le informazioni estermamente necessarie in caso di valanghe, persone disperse o incidenti su neve e ghiaccio in alta montagna, l'Appennino e le località di montagna del sud Italia sembrano meno preparate.

Ad esempio, se si cercano località appenniniche sul sito della "Recco" (l'azienda svedese che sviluppa riflettori di segnale sensibili a speciali apparecchiature per il rilevamento dei dispersi, spesso inseriti negli indumenti da montagna), non se ne trova nessuna. I riflettori Recco sono dei materiali contenenti un sistema che riflette le onde di un trasmettitore che serve per la ricerca. Non necessitano di batterie ed hanno un costo accessibilissimo,di solito sono venduti in coppia (circa 10 € l'uno e se ne indossano due), e sono spesso inseriti negli indumenti da montagna direttamente dai produttori.
Esistono poi gli "ARVA" che sono apparecchi elettronici(contrariamente al sistema Recco necessitano di essere funzionanti e accesi), che inviano un segnale rilevabile con apparecchi simili commutati in modalità ricerca o con apparecchi dedicati (ricerche di sepolti sono spesso state aiutate anche per le emissioni dei telefoni cellulari che hanno consentito il ritrovamento dei dispersi).
Infine per la protezione personale, oltre all'equipaggiamento tradizionale degli alpinisti che oggi si è molto evoluto, esiste il sistema "ABS" che consente il galleggiamento in caso di valanga grazie al gonfiaggio rapido di un serbatoio di circa 150 litri di capacità che è montato sullo zaino, tramite un gas in pressione (azoto). In questo modo viene aumentata la superficie dello sci-alpinista, permettendogli di galleggiare sulla neve. 


Centrali Operative e 112

Un problema ancora più rilevante è dato dai turisti stranieri o da quanti sono impossibilitati, per indisponibilità della rete del proprio operatore, ad effettuare chiamate al soccorso sanitario o tecnico se non quella di emergenza consentita che viene inoltrata oggi alle stazioni dei Carabinieri attraverso l'attuale rete del 112.
Proprio parlando con il Direttore della Centrale Operativa di Bolzano (che riunisce il 118 ed il 115 in un'unica centrale operativa), sono stati evidenziati questi problemi di gestione disgiunta delle chiamate d'emergenza al Numero Unico Europeo 112, sia per problemi di lingua, sia per il doppio passaggio di trasferimento delle informazioni tra centrale dei Carabinieri e centrale unica del Soccorso Sanitario e Tecnico (118/115).


Localizzazione con cellulari

Ma le nostre centrali 112 (e degli attuali altri corpi ed enti), oggi non possono localizzare le chiamate di emergenza dai cellulari, contrariamente alle ormai datate direttive Europee ed alla raccomandazione della Commissione Europea che privilegia le necessità dell'emergenza a quelle della privacy.

Perciò, ad una carenza di sistemi per la rilevazione dei sopravvissuti ad una valanga o ad una tempesta di neve, specie sull'Appennino, si somma l'attuale indisponibilità della localizzazione delle chiamate ai numeri di emergenza da parte sia delle infrastrutture tecnologiche ed informatiche, sia sopratutto da parte dei gestori della telefonia mobile (!).
Insomma una totale carenza dell'Appennino, rispetto alle più estese ed attrezzate Alpi (ma non per questo per forza più pericolose come stanno purtroppo dimostrando i fatti).
 

 
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