Cade in metro, soccorsa dopo un'ora e mezza (Novembre 2005)

L'episodio, accaduto a Roma nella frequentatissima stazione San Paolo, alle 17 circa di mercoledì 29 novembre, ha visto la sfortunata protagonista di una rovinosa caduta, dovuta all'eccessiva distanza tra il marciapiede e la metropolitana B (dove si sono avuti incidenti gravi negli ultimi tempi, tutti ricorderete anche il cieco deceduto in circostanze simili il 15 Luglio 2004), attendere per oltre un'ora l'arrivo dell'ambulanza, sotto una pioggia battente e il freddo di questi giorni.

Si ripropone il problema evidente della mancanza di risorse da parte dell'ARES 118 di Roma che gestisce circa 80 ambulanze nella capitale (solo 40 nel centro di Roma), un numero decisamente inferiore in rapporto alla densità abitativa rispetto a quanto invece è previsto in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e molte altre regioni.

La stessa ATAC denuncia, sul suo sito, che solo il 33% degli interventi in ambito urbano riesce a restare entro i termini di legge, i quali prevedono un tempo di soccorso massimo pari ad 8 minuti nel tessuto urbano (20 minuti nelle zone extraurbane).
Non si può continuare a dare la colpa al traffico, Roma deve dotarsi di un numero di ambulanze perlomeno doppio (le regioni indicate sopra hanno mediamente un'ambulanza ogni 15-20000 abitanti, portando il calcolo su Roma e provincia, ne dovrebbero essere disponibili oltre 200).
Inoltre le ambulanze devono essere dotate di sistema GPS per consentire sia un più facile arrivo sul luogo dell'emergenza, sia la localizzazione in tempo reale dell'esatta posizione di ogni ambulanza per la centrale del 118 del San Camillo.

Se non ci saranno tempi certi per avere un incremento dei mezzi di soccorso sanitario a Roma, si dovrà presto concordare con le associazioni di difesa e tutela dei cittadini, un'azione di denuncia-esposto in massa, per chiarire una volta per tutte le responsabilità gestionali e delle scelte politiche che stanno portando a questa penalizzazione di un servizio di primaria importanza.
La rimozione del primario della centrale operativa 118 di Roma, avvenuta poco meno di un anno fa, non sembra aver cambiato la situazione, il tema infatti non è tanto la gestione da parte della centrale operativa del 118 (che fa il possibile), quanto un problema evidente di risorse.

EENA solleverà presto la questione nelle sedi appropriate.
 

 
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