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Il Commissario Reding: "Ultimo
tentativo per far partire il 112 poi sarà aperta la procedura
d'infrazione" (Ottobre 2005)
Il Commissario
Europeo, la Signora Reding, ha tenuto una conferenza stampa
sull'applicazione delle direttive comunitarie sul 112 Europeo, convertite in
legge negli stati membri, compresa ovviamente l'Italia.
Dopo una breve storia del numero unico Europeo 112 per tutte le
emergenze, e l'annuncio della conclusione dei lavori con i
rappresentanti degli Stati Membri che seguono l'implementazione
del 112, ai quali ha detto che non vuole che il 112 resti un
segreto ben conservato, ha continuato dicendo loro "è una prassi
nei vostri Stati di applicare la legge così che i cittadini
possano avere i beneficio da questa legge e che la possano
utilizzare...sfortunatamente questa legge non è perfetta e ho
deciso col mio team di accettare la sfida di far applicare la
normativa sul 112 in tutti gli stati membri con lo scopo di
salvare vite umane".
Il Commissario Reding ha voluto esprimere il suo apprezzamento per le "best practices" che alcuni stati membri hanno realizzato attenendosi
alle direttive e alle leggi nazionali.
Ad esempio per la localizzazione del chiamante è stato fatto
l'esempio della Spagna che utilizza sistemi
all'avanguardia permettendo di conoscere l'esatta ubicazione di
chi compone il 112, o per le lingue l'esempio della Gran
Bretagna che subito e automaticamente mette in comunicazione
il chiamante con la persona che parla la stessa lingua tra
quelle europee ed extraeuropee senza distinzione. Infine per la
pubblicità al numero 112 ai cittadini ha elogiato le iniziative della
Finlandia e della Latuvia che con spot televisivi spiegavano
l'utilizzo del 112 a casa nel proprio paese o all'estero.
Il Commissario Reding ha chiaramente indicato che
l'implementazione deve essere fatta dagli StatiMembri e non
dalla Commissione, per questo la Reding ha invitato lo scorso 11
Ottobre i rappresentanti di tutti i 25 Stati Membri e dei paesi
collegati all'Unione Europea (Norvegia, Islanda, Romania), per
fare il punto sull'attuazione della normativa sul 112 e capire
il coordinamento in atto tra i servizi di Protezione Civile e le
telecom.
In seguito a questo incontro verrà realizzato un Expert Group a
cui parteciperanno tutti irappresentanti degli stati membri che
seguono l'implementazione del 112 a livello nazionale.
Ma attenzione, questa è l'ultima iniziativa della Commissione
Europea sul tema del 112 che, istituito nel 1991 non è ancora
correttamente implementato, dopodichè la Commissione Europea
avvierà le procedure d'infrazione contro quegli stati membri che
non si adegueranno.
Proprio l'avvio della procedura d'infrazione contro la Polonia
ha permesso di attivare la ricezione delle chiamate ai servizi
di emergenza attraverso il 112 in Polonia, cosa prima non
consentita dalla locale telecom.
L'obiettivo del Commissario Reding è quello di salvare vite
umane e di far sentire le persone come a casa, anche quando sono
all'estero, soprattutto in caso d'emergenza.
Ad una domanda sull'organizzazione del 112, il Commissario ha poi
risposto proprio con l'esempio negativo dell'Italia dove le
chiamate al 112 sono risposte dai Carabinieri i quali non
rispondono per emergenze che invece coinvolgono i Vigili del
Fuoco o il Soccorso Sanitario o altri corpi.
A questo esempio ha invece contrapposto quello della Finlandia
dove le centrali operative del 112 ricevono in un'unica centrale
operativa, unico punto d'accesso, tutte le emergenze e inviano i
mezzi di soccorso entro 90 secondi dall'inizio dell'intervista
telefonica, (grazie a evidenti capacità tecnologiche e
telematiche).
La giornalista della RTF ha chisto come mai se si tratta di
salvare vite umane non si proceda da subito all'avvio della
procedura d'infrazione contro gli stati membri, la Reding ha
risposto che da quando si è insediata nella Commissione Europea
ha dato al 112 un'alta priorità, soprattutto dopo aver visto le
deficienze dell'attuale sistema.
Ha poi aggiunto che alcuni paesi sono un modello per gli stati
che sono ancora molto indietro, ma se tali esempi non saranno
utili, provvederemo a portare gli stati membri davanti alla
Corte di Giustizia Europea.
Una giornalista della Latuvia ha poi chiesto se la
localizzazione del chiamante prevista solo nel 2007 nel suo
paese non sia già motivo di procedere gidiziariamente, ma la
Reding ha risposto che questo paese, da poco entrato nella
Comunità Europea così come la Repubblica Ceca, hanno fatto
rapidi progressi sul 112 e sono ora avanti a molti degli stati
membri fondatori.
Si è poi parlato dell'eCall, infatti se dal lato delle case
automobilistiche già molto è stato fatto, gli stati membri
devono dal loro canto risolvere molti dei problemi a livello
nazionale per poter far funzionare a pieno regime l'eCall nel
2009 (field tests nel 2007).
Difatti è emerso da una ricerca Europea che l'organizzazione dei
servizi di emergenza negli stati membri è diversa da stato a
stato, non esiste un modello uguale all'altro.
Ma i governi nazionali che hanno firmato l'intesa del M.O.U.
(memorandum of understanding), sono veramente pochi (l'Italia
non ha ancora firmato).
La conferenza stampa del Commissario Reding è un'ulteriore passo
avanti della Commissione Europea affinché il 112 diventi il
Numero Unico d'Emergenza Europea in tutta Europa, ora vogliamo
sapere dal Ministero dell'Innovazione Tecnologica quale sia il
master plan in Italia non solo per la sperimentazione ma anche
per la successiva implementazione in tutte le province d'Italia.
All'incontro dello scorso 11 Ottobre a Bruxelles era presente il
rappresentante del Ministero dell'Innovazione Tecnologiace e la
società "Innovazione Italia" che si sta occupando del progetto.
Per chi volesse ascoltare l'audio della conferenza stampa
trovate di seguito il link al file mp3:

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