Soluzioni per le Centrali Operative del 112 in Italia

In Italia esistono oggi centinaia di sale operative, alcune a livello provinciale (prevalentemente quelle del 118 e dei Vigili del Fuoco) e molte a livello di distretto telefonico, legate alle tecnologie che consentivano negli anni di attivazione, di strutturare le centrali (Carabinieri e Polizia di Stato).
La corretta dimensione delle centrali operative del 112 deve essere correlata a fattori di densità abitativa, complessità del territorio e soluzioni tecnologiche, mantenendo la possibilità di poter gestire qualsiasi picco di traffico legato ad eventi straordinari (calamità o grandi eventi) ed eventuali situazioni di malfunzionamento (molte centrali operative durante il black out nazionale del 2003 hanno continuato a funzionare senza problemi gravi, ma con diverse difficoltà da tenere presenti).

Le centrali operative del 112 in Italia dovrebbero avere una struttura regionale, organizzate con competenza provinciale ed una capacità di risposta sovraterritoriale. Infatti in determinate condizioni di traffico, o di particolari picchi di chiamata, si dovrebbe garantire ai cittadini di ottenere comunque risposta in un breve lasso di tempo (al massimo 1 minuto).
L'attesa prolungata della risposta ad un numero di emergenza (qualunque sia), crea nel chiamante una sfiducia nell'efficacia del servizio stesso.
Per questi motivi molte centrali operative all'estero sono organizzate con un sistema che consente di instradare le chiamate che non possono essere risposte da una centrale operativa, a quella territorialmente più vicina, o comunque a quella in grado di rispondere se anche quella più vicina fosse impegnata.
La successiva gestione e l'inoltro telematico della chiamata alle centrali operative di secondo livello, o alle postazioni, dovrebbe avvenire secondo parametri standardizzati, così da consentire il controllo dell'evento e la comunicazione con le unità sul territorio.
L'organizzazione regionale consente anche la valorizzazione delle capacità degli operatori, consentendo ad esempio di effettuare conferenze qualora si renda necessaria la risposta in una lingua straniera conosciuta appunto da un'altro operatore (in alternativa alcune centrali operative si appoggiano ad organizzazioni in grado di garantire h24 un interprete).

Un'applicazione avanzata di software e telematica consente:

  • La ricezione della chiamata e l'inizio dell'intervista telefonica;
  • La ricezione in un tempo da 5 a 25 secondi delle informazioni di localizzazione del chiamante dagli operatori telecom e (se da telefono fisso) dei dati del chiamante;
  • La verifica delle informazioni di localizzazione pervenute dal sistema a conclusione dell'intervista telefonica direttamente col chiamante;
  • L'allertamento ed invio automatici (con ricezione di conferma attivazione attraverso messaggio a video) dei mezzi e degli equipaggi che si ritengano necessari;
  • La ricezione delle informazioni di partenza, arrivo sul posto, eccetera, da parte dei mezzi/equipaggi inviati;
  • La possibilità di colloquiare via radio con gli equipaggi per fornire successive maggiori indicazioni o ricevere richieste di dettaglio;

La finalità di soluzioni tecnologiche avanzate sono quelle di poter ridurre i tempi di ricezione, invio ed intervento dei mezzi di soccorso o di polizia.
Ciò avviene dando la possibilità all'operatore di gestire contemporaneamente le fasi di ricezione, localizzazione ed allertamento/invio attraverso procedure che non richiedano informazioni vocali e poter così continuare l'eventuale telefonata col chiamante qualora sia necessario dare indicazioni comportamentali per affrontare l'emergenza.

La localizzazione del chiamante serve anche a dissuasione di eventuali chiamate false, di scherzi, chiamate silenziose da cellulari privi di sim card (solo per provarne il funzionamento) e ogni altro abuso.

Le soluzioni tecnologiche e di software sono state sviluppate da alcune grandi aziende produttrici dei sistemi di telecomunicazione.

 
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