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Petizione al Parlamento Europeo per il
112 (Agosto 2005)
Il Presidente dell'EENA ha inviato
oggi, 31 Agosto dalla sede di Bruxelles, una petizione al Parlamento Europeo, per
sollecitare quanto prima l'impegno della Commissione Europea
affinché si dia attuazione alla legislazione che prevede il
numero unico di emergenza Europeo 112.
Di seguito riportiamo il testo inviato anche agli organismi di stampa
(siete tutti invitati alla massima diffusione):
Comunicato stampa
Bruxelles, lì 31 Agosto 2005.
P E T I Z I O N E
al Parlamento Europeo Introdotta in occasione del 14mo
anniversario della decisione del Consiglio Europeo
per la Non- implementazione della legislazione Europea
concernente
il numero di chiamata d’emergenza unico Europeo (112)
e l’incapacità della Commissione Europea ad agire
Il numero unico Europeo di chiamata d’emergenza
(112), istituito con la decisione del Consiglio d’Europa
(91/396/EEC) del 29 Luglio 1991, è stata resa operativa
all’interno dell’Europa dei 15 solo nel 1999, sebbene gli Stati
Membri fossero obbligati all’introduzione di essa entro il 31
Dicembre 1992. L’Associazione Europea per il Numero Unico di
Emergenza (EENA), informa il Parlamento Europeo che ancora oggi,
quattordici (14) anni dopo la sua istituzione, e sei anni dopo
che tutti gli Stati Membri hanno confermato la sua introduzione,
il 112 non è pienamente implementato in osservanza ai testi,
ancor meno nello spirito, delle attinenti norme legislative
Comunitarie in vigore (Direttiva dei servizi universali
2002/22/EC). Più specificatamente:
1. Il 112 è ancora sconosciuto alla maggioranza dei cittadini
Europei. La Commissione Europea non ha fatto nulla per
promuovere il numero 112 dal 1991 al 2003, quando deteneva la
responsabilità di informare il pubblico. Anche dopo il 2003,
quando questa responsabilità è stata trasferita agli Stati
Membri, la Commissione non ha fatto nulla per controllare
l’implementazione di questo obbligo legale degli Stati membri.
2. Rispondere e gestire le chiamate è altamente problematico in
numerosi Stati Membri. A seguito di
interrogazioni parlamentari
e di fronte ad una serie di denunce fatte dall’EENA contro
numerosi Stati Membri, la Commissione Europea rifiuta di agire
al fine di assicurare che le chiamate al 112 siano
«appropriatamente risposte e gestite nella maniera maggiormente
conveniente all’organizzazione nazionale del sistema di
emergenza e con le migliori possibilità tecnologiche delle
reti», come previsto nella legislazione in vigore.
3. La localizzazione del chiamante non è ancora implementata.
Gli operatori telefonici vendendo servizi basati sulla
localizzazione, hanno dato prova che l’utilizzo della
localizzazione del chiamante è «tecnologicamente fattibile», uno
scenario questo previsto dal legislatore nell’ottica di
trasmettere tali informazioni ai servizi di emergenza. Tutt’ora
la Commissione non ha imposto l’implementazione di questo
obbligo legale, nonostante abbia emanato una raccomandazione su
questo oggetto nel 2003.
European Emergency Number Association (EENA) invia una petizione
al Parlamento Europeo perché:
1. Riconosca l’importanza del 112 nella vita di tutti i giorni
dei cittadini Europei e faccia della sua implementazione un tema
di altissima priorità.
2. Agisca per far sì che il 112 non sia trattato soltanto nel
contesto delle telecomunicazioni ma come tema trasversale nel
contesto della salute, della sicurezza nei luoghi di lavoro,
della protezione civile e della sicurezza in generale, così come
più in particolare nel contesto della sicurezza stradale, della
prevenzione degli attacchi terroristici, degli incidenti
domestici e delle attività legate al tempo libero, del turismo
sostenibile e nell’implementazione di un’Information Society
accessibile a tutti.
3. Agisca per assicurare che tutta la catena collegata al
servizio 112 diventi oggetto comune accordo su standard
qualitativi trasversali a tutta Europa, con valutazioni
periodiche sullo stato della sua realizzazione. Se i cittadini
che utilizzano il 112 non hanno garanzia di ricevere aiuto di
elevata qualità, nel più breve tempo possibile, sul luogo
dell’emergenza, l’EU sarà in una certa maniera nella condizione
di porre loro in una situazione meno favorevole o di pericolo
rispetto alle persone che contattano i numeri dei loro servizi
nazionali di emergenza. Una parziale implementazione della
legislazione relativa al 112 fatta «a piacimento», non porterà
ad una maggiore sicurezza. Paradossalmente sarà una rovina per
tutta la catena dei servizi di soccorso dovuti ai Cittadini.
4. Agisca per assicurare che la Commissione Europea verifichi in
maniera esauriente e dettagliata l’implementazione della
legislazione relativa in vigore e determinando che non siano
sufficienti le sole risposte dell’amministrazione nazionale di
riferimento, spesso incomplete, poco accurate e a volte poco
veritiere.
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