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Olimpiadi Torino 2006, la rete
dell'emergenza è pronta. (Febbraio 2006)
Con la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di
Torino 2006, si è entrati nel vivo delle gare e delle cerimonie
olimpiche che vedono coinvolti centinaia di atleti
provenienti da tutto il mondo.
La sicurezza di Torino 2006 è affidata alle diverse componenti
addette alla sicurezza pubblica ed al soccorso (sanitario e
tecnico), tutte coordinate e con rinforzi provenienti da tutta
Italia.
La
sicurezza pubblica affidata a oltre 10000 uomini
Oltre 10000 uomini delle forze di polizia sorveglieranno le gare
olimpiche con un particolare riguardo ai villaggi olimpici ed
agli atleti, oltre che alle tante personalità politiche e del
mondo civile nazionale ed internazionale che parteciperanno alla
kermesse olimpica.
Carabinieri (con 4500 uomini), Polizia di Stato (3500), Guardia
di Finanza (1100) e Corpo Forestale dello Stato (250), sono le
forze in campo a disposizione del Questore di Torino che ha
compiti di coordinamento tecnico-operativo.
In azione naturalmente anche i nuclei antisabotaggio, le unità
cinofile antiesplosivo, i reparti speciali delle varie forze di
Polizia e gli operatori che sono esperti a lavorare in montagna
come i poliziotti del Centro di addestramento alpino di Moena.
Uno "scudo" predisposto dall'Aeronautica militare proteggerà dal
cielo i giochi olimpici, e anche l'Esercito contribuirà con i
suoi uomini e mezzi alla sicurezza.
Il coordinamento e la direzione delle forze di polizia è
affidato al C.N.I.O. (Centro Nazionale di Informazione sulle
Olimpiadi di Torino 2006, presieduto dal capo della Polizia),
con la specifica mansione di canalizzare il flusso delle
informazioni a livello nazionale ed internazionale (PWGOT,
Interpol, Europol) e di massimizzare le sinergie operative, fino
a coinvolgere il Comitato Strategico di Analisi Antiterrorismo e
quindi i servizi di informazione e sicurezza.
L'assistenza sanitaria di base e d'emergenza
L'assistenza sanitaria è affidata
all'organizzazione della Regione Piemonte, secondo i dettami del
C.I.O., che si è avvalsa anche
delle figure professionali provenienti da tutta Italia, specie
nel campo dell'emergenza sanitaria, con professionisti e
volontari delle diverse associazioni nazionali italiane.
Sono stati realizzati tre policlinici all'interno dei villaggi
olimpici ad esclusivo utilizzo da parte degli atleti, altri 12
ospedali olimpici e 15 centri di assistenza medica, saranno operativi nei
luoghi delle gare, con un dispiegamento di circa 2000 sanitari e
volontari impiegati in pista o nei luoghi di gara.
Un corso, secondo gli attuali standard internazionali MIMMS
(Major Incident Medical Managment and Support), al quale hanno
preso parte personale del 118, della Protezione Civile e
funzionari del Ministero degli Interni, è stato tenuto da
personale medico dell'Aeronautica Militare, prima delle
Olimpiadi.
Il
Soccorso Tecnico dei Vigili del Fuoco
Il soccorso tecnico avanzato è affidato ai Vigili del Fuoco che
sono stati dotati di alcune strumentazioni all'avanguardia, come
il nuovo Laboratorio Mobile per la rilevazione chimica e
biologica, realizzato come supporto alle strumentazioni in
dotazione al servizio NBCR, per situazioni di emergenza e di
intervento di difesa civile.
Sarà impiegato in attività di prevenzione per la bonifica dei
siti e delle sedi di gara, assicurando così una ulteriore
protezione per i pericoli di attacchi terroristici.
Un rappresentante dei Vigili del Fuoco fa parte del C.N.I.O.,
assieme alle forze di polizia.
Un solo rimpianto proprio per il 112
La cornice delle Olimpiadi di Torino 2006 avrebbe potuto
rappresentare un'ottima occasione per realizzare ed implementare
le prime centrali operative del 112 unico in Italia, facendo di
questa occasione una valida opportunità per il coinvolgimento di
tutte le forze in campo e per il necessario coordinamento.
In realtà un tentativo, di portare sul tavolo del Ministero
dell'Innovazione Tecnologica e quindi del Consiglio dei
Ministri, questa possibilità è stato fatto nel 2005 proprio
dall'EENA, ma i tempi dell'avviata sperimentazione nel Sud
Italia non erano compatibili e non c'erano risorse disponibili.
Peccato.
Certo è che la presenza di tanti stranieri, sia nel Villaggio
Olimpico, sia di spettatori al seguito degli atleti provenienti
da tutto il mondo, comporterà un incremento delle chiamate al
112 e una probabile necessità di risposta multilingue, sia a
Torino, sia nelle località di gara e di soggiorno.
Ancora una volta confidiamo nell'organizzazione dell'Arma dei
Carabinieri che sopperisce a questa mancanza, trasferendo le
chiamate di competenza delle altre centrali operative.
Buone Olimpiadi Invernali, torneremo
sull'argomento per fare il punto nelle prossime settimane,
sperando in un'intervista ad una delle persone coinvolte
nell'organizzazione e molto vicine all'EENA.
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