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La Commissione Europea vuole multare l'Italia per i ritardi sul
112 (Maggio 2010)

La Commissione Europea ha deciso di chiedere
nuovamente l'intervento della Corte di Giustizia Europea contro
l'Italia per le inadempienze sulla localizzazione delle chiamate
ai numeri di emergenza in Italia ed in particolare relativamente
al 112, numero unico di emergenza Europeo.
Dopo la condanna dell'Italia lo scorso 15 Gennaio 2009, ora la
Commissione chiede una severa multa che potrebbe costare al
Governo 39680 euro al giorno dalla data della sentenza e 178560
euro al giorno dal momento in cui la Corte di Giustizia Europea
emetterà la sentenza pecuniaria.
Facendo un rapido calcolo, ad oggi l'Italia dovrà pagare 19
milioni di euro, cioè quasi la metà di quanto già stanziato per
la sperimentazione della localizzazione delle chiamate ai numeri
di emergenza lo scorso settembre 2009. Siamo
di fronte a una presa di posizione importante da parte della
Commissaria Neelie Kroes per l'agenda digitale (foto), la quale
ha dichiarato:
"Mi dispiace che la Commissione abbia dovuto chiedere alla Corte
di Giustizia di imporre sanzioni finanziarie all'Italia, ma non
posso non intervenire quando vedo che le inadempienze di un
governo mettono a repentaglio la vita dei cittadini. E'
indispensabile che i servizi di emergenza italiani possano
localizzare le chiamate di emergenza - spesso è una questione di
vita o di morte. Alla stregua di tutti gli altri Stati membri,
l'Italia deve rispettare gli obblighi vigenti per l'attuazione
del servizio di emergenza unico Europeo 112".
Il testo integrale della missiva della Kroes
è di seguito riportato:
Telecomunicazioni: lla Commissione
chiede alla Corte di giustizia di infliggere una penale
all'Italia per non avere messo a disposizione le
informazioni relative alla localizzazione delle chiamate
telefoniche al 112
La Commissione europea ha deciso di
chiedere alla Corte europea di infliggere un'ammenda
all'Italia per il mancato rispetto di una precedente
sentenza della Corte (C-539/07) concernente le informazioni
relative alla localizzazione delle chiamate ai servizi di
emergenza. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che
quando una persona chiama il numero unico di emergenza
europeo (il 112) da un cellulare, le informazioni sulla sua
ubicazione sono trasmesse ai servizi di emergenza. La
decisione della Commissione di deferire l'Italia alla Corte
fa seguito a due avvertimenti precedenti della Commissione.
Neelie Kroes, la Commissaria per l'agenda
digitale, ha dichiarato "Mi dispiace che la Commissione
abbia dovuto chiedere alla Corte di imporre sanzioni
finanziarie all'Italia, ma non posso non intervenire quando
vedo che le inadempienze di un governo mettono a repentaglio
la vita dei cittadini. È indispensabile che i servizi di
emergenza italiani possano localizzare le chiamate di
emergenza – spesso è una questione di vita o di morte. Alla
stregua di tutti gli altri Stati membri, l'Italia deve
rispettare gli obblighi vigenti per l'attuazione del
servizio di emergenza "112"."
Le informazioni sulla localizzazione
delle chiamate sono indispensabili per garantire un
intervento tempestivo in situazioni di emergenza,
soprattutto per le chiamate effettuate con telefoni
cellulari, quando la persona che chiama potrebbe non essere
in grado di dire dove si trova, ad esempio se non si trova
nel suo paese, ma in un altro Stato membro. Il 15 gennaio
2009 la Corte di giustizia dell'UE ha constatato che
l'Italia non aveva messo a disposizione delle autorità
chiamate ad intervenire in caso di emergenza le informazioni
relative alla localizzazione delle chiamate al numero unico
di emergenza "112", (C-539/07). Questa sentenza ha fatto
seguito a un procedimento di infrazione avviato dalla
Commissione nell'aprile 2006 (IP/06/464).
A seguito della decisione della Corte
dell'anno scorso, la Commissione il 14 maggio 2009 ha
inviato una lettera di costituzione in mora (IP/09/774) e il
20 novembre 2009 un parere motivato (IP/09/1784) chiedendo
all'Italia di fare tutto il necessario per consentire la
localizzazione delle chiamate al 112. Le autorità italiane
hanno informato la Commissione che intendevano istituire un
sistema di emergenza per la trasmissione delle informazioni
necessarie per la localizzazione delle chiamate, che,
tuttavia non è stato realizzato secondo i piani. L'Italia
pertanto non si è conformata alla sentenza della Corte.
Il mancato rispetto da parte dell'Italia
delle prescrizioni relative alla corretta attuazione del
sistema del numero di emergenza "112" costituisce una grave
violazione della legislazione dell'UE che mette a
repentaglio la vita e il benessere dei cittadini. Per questo
motivo la Commissione ha deciso di chiedere alla Corte di
giustizia dell'Unione europea di imporre una penale
forfettaria calcolata in base al tempo trascorso dalla prima
sentenza della Corte e una penale giornaliera fino a quando
non si porrà rimedio alla situazione. Per calcolare
l'importo dell'ammenda proposta alla Corte, la Commissione
tiene conto della gravità dell'infrazione, del periodo
trascorso dalla precedente sentenza della Corte e delle
capacità di pagamento dello Stato membro interessato.
A norma della direttiva "servizio
universale" dell'UE (articolo 26) gli Stati membri hanno
l'obbligo di garantire il corretto funzionamento del numero
unico di emergenza europeo 112. Devono in particolare
garantire che le informazioni relative alla localizzazione
delle chiamate destinate al "112" siano messe a disposizione
dei servizi di soccorso. Dal 2005 la Commissione ha avviato
procedimenti di infrazione concernenti la localizzazione
delle chiamate nei confronti di 14 Stati membri; 13 di
questi procedimenti sono ora conclusi. Oltre all'Italia, la
Corte di giustizia europea ha emesso sentenze nei confronti
della Lituania e dei Paesi Bassi, che nel frattempo,
tuttavia, si sono conformati alla sentenza della Corte
consentendo alla Commissione di chiudere le cause in
questione (IP/09/1784, IP/09/1491).
A norma dell'articolo 260 del trattato
sul funzionamento dell'Unione europea (precedentemente
articolo 228 del trattato CE), la Commissione può adire la
Corte di giustizia dell'Unione europea quando uno Stato
membro non si conforma ad una sua sentenza, proponendo
l'importo della somma forfettaria e/o della penale
giornaliera che desidera che la Corte imponga allo Stato
membro interessato.
Un riepilogo dettagliato dei procedimenti
di infrazione in materia di telecomunicazioni è disponibile
nel sito:
Maggiori informazioni sulla
regolamentazione dell'UE concernente il numero di emergenza
"112" sono reperibili nel sito:
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