Telefoni cellulari non funzionanti nelle metropolitane italiane
(Ottobre 2006)



Se si prende la metropolitana di Milano da Cadorna alla Stazione Centrale o quella di Roma da Termini a Piramide, i telefoni cellulari diventano inutilizzabili anche per un'ipotetica chiamate di soccorso al 112 (o qualsiasi altro numero di emergenza).
Se invece ci si reca a Stoccolma, pur scendendo nella modernissima metropolitana costruita parecchi metri sotto le vecchie linee, si continua tranquillamente a poter utilizzare il telefono cellulare. Stessa cosa nelle altre capitali Europee e a Tokio dove le linee sono più di 12.
Tra l'altro le compagnie di telefonia mobile hanno ampiamente coperto i tunnel stradali italiani proprio per consentire la continuazione del servizio a chi li attraversa.

Le metropolitane e molti tunnel ferroviari sono invece spesso "terra di nessuno", nel senso che anche componendo l'unico numero che consente di effettuare una chiamata di soccorso in roaming nazionale sulla rete di un'altro operatore mobile (il solo 112 appunto), questa non può essere inoltrata per la totale assenza di copertura.
In questi casi non resta che risalire in superficie o attendere di arrivare alla stazione successiva, scendere e cercare una cabina pubblica per lanciare un'eventuale richiesta di soccorso o di aiuto. Se invece vi trovate su un convoglio Trenitalia, cercate subito il capotreno che dovrebbe essere dotato di telefono di servizio (RFI pref.313), su frequenze diverse da quelle dei comuni cellulari GSM/UMTS, la cui copertura dovrebbe essere stata prevista anche nelle gallerie.

Quello che ci chiediamo, al di là di quanto accaduto il 17 ottobre a Roma nell'incidente alla metro linea "A", è quale motivo non spinga le compagnie telefoniche e gli enti di gestione delle metropolitane, a trovare un accordo per l'installazione degli impianti necessari alla totale copertura di rete (in alcuni casi proprio i quattro operatori mobili concessionari in Italia avevano cooperato per rendere tunnel e gallerie stradali coperte dal segnale).
Se una copertura completa non fosse possibile per un qualche motivo strategico (non crediamo economico o tecnico), almeno sarebbe necessario prevederla nelle stazioni, oppure su tutta la linea consentire se non altro le sole chiamate di emergenza al 112.

Nell'incidente a Roma il 17 ottobre, si è ancor più resa una dimostrazione pratica di quanto possa essere d'aiuto la realizzazione delle centrali uniche del 112, coordinate con quelle di secondo livello delle attuali centrali operative dell'emergenza (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario), oltre che con le altre entità necessarie presenti sul territorio.
 

 
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