Nuova interrogazione Parlamentare sullo stato di implementazione del 112
(Gennaio 2007)

Una Interrogazione Parlamentare è stata presentata dall'Onorevole Renato Galeazzi con risposta in IX Commissione della Camera dei Deputati competente per Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, atto questo che segue l'interrogazione proposta dall'Onorevole Manzione al Senato relativa alla sperimentazione di Salerno.
L'Onorevole Galeazzi aveva già collaborato con EENA per la presentazione della prima interrogazione al precedente governo, peraltro lasciata dall'esecutivo senza alcuna risposta, tanto che la sperimentazione di Salerno, annunciata sulla stampa nel 2004 dall'allora Ministro dell'Innovazione Tecnologica Stanca, è stata ritardata a lungo, fino a chiudersi definitivamente e si può dire che sia mancata la volontà di realizzarla sino infondo, nonostante siano stati compiuti importanti passi nel lavoro di preparazione, come indicato nel testo dell'interrogazione sotto riportata.
Il nuovo Governo sembra non aver ancora compreso a fondo l'importanza della questione del 112, proprio mentre la Commissione Europea si prepara alla stretta finale verso i paesi inadempienti. Anche per questo EENA ha chiesto di poter partecipare presso il Ministero delle Comunicazioni alle attività connesse con la realizzazione di questo rilevante progetto, non solo dal punto di vista dei cittadini, ma anche di risparmio economico per le istituzioni.

Si riporta di seguito il testo dell'Interrogazione Parlamentare dell'Onorevole Renato GALEAZZI (al quale va un sentito ringraziamento), la cui discussione è stata effettuata il 25 Gennaio in IX Commissione e la cui risposta verrà pubblicata su questo sito internet appena disponibile sul sito della Camera dei Deputati:

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00574

presentata da
RENATO GALEAZZI
giovedì 18 gennaio 2007 nella seduta n.094

GALEAZZI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che:

la direttiva CE 2002/22/CE relativa al servizio universale ed ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, prevede di rendere disponibili i dati di localizzazione del chiamante per migliorare i servizi di emergenza, e l'obbligo per gli Stati membri di informare adeguatamente i propri cittadini circa l'esistenza del numero 112 quale numero unico europeo per tutte le emergenze, nonché sul tipo e numero di servizi di emergenza ai quali si ha accesso;

il codice delle comunicazioni elettroniche, adottato in Italia con decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, recepisce detta normativa comunitaria;

molti cittadini italiani viaggiano in Europa, così come molti cittadini stranieri visitano l'Italia, ed è dunque importante disporre di adeguata e diffusa informazione e, in Italia, di risposte nelle lingue più diffuse, per rendere il servizio effettivamente fruibile;

è evidente l'importanza di questa iniziativa agli effetti della sicurezza dei cittadini e della possibilità di pronto intervento in caso di emergenza e in eventi di maxiemergenza;

il precedente esecutivo aveva previsto le seguenti entità:

a) un «Gruppo di Lavoro per l'istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza» (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2003);

b) una struttura di missione denominata «Unità tecnico-operativa per l'istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza» (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 giugno 2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 237 dell'11 ottobre 2005);

il cui mandato è terminato con la scadenza del Governo, senza vedere l'avvio della sperimentazione annunciata per questo anno 2006;

la suddetta unità tecnico-operativa ha raggiunto risultati condivisi dalle componenti interessate al progetto, quali:

a) realizzazione ed approvazione da parte di tutte le amministrazioni partecipanti al progetto (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria di porto, Soccorso sanitario, Ministero delle comunicazioni, Autorità di garanzia nelle comunicazioni), dello studio di fattibilità del progetto;

b) realizzazione del manuale operativo, attualmente in avanzalo stato di approvazione;

c) la definizione della progettazione esecutiva del servizio di Numero unico di emergenza 112;

d) la definizione del sistema, con la condivisione di tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile che garantirà di identificare l'esatta localizzazione dell'origine della chiamata di emergenza da qualsiasi rete telefonica ed i dati anagrafici del chiamante [Raccomandazione della Commissione del 25 luglio 2003, sul trattamento delle informazioni relative alla localizzazione del chiamante sulle reti di comunicazione elettronica ai fini della fornitura di servizi di chiamata di emergenza con capacità di localizzazione (2003/558/CE)];

e) ottenimento del parere favorevole sul progetto da parte del Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione;

con delibera del CIPE n. 17, del 9 maggio 2003, è stata approvata la somma di 126.000.000 euro, per progetti del Ministero dell'innovazione tecnologica, parte della quale destinata al progetto del numero unico di emergenza 112 per le zone «obiettivo 1» e le regioni Abruzzo e Molise, con scadenza delle quote di investimento prevista per la fine dell'anno in corso;

in data 4 aprile 2006, la Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione (Vedere anche il comunicato stampa della Commissione Europea «IP/06/464» e «MEMO/06/158») nei confronti dell'Italia per la mancata applicazione di quanto previsto nella direttiva CE 2002/22/CE, con riferimento all'articolo 26, terzo comma, «informazioni relative all'ubicazione del chiamante». Il Governo italiano, come previsto nell'articolo 226 del trattato CE, è tenuto a dare risposta indicando le azioni che intraprenderà, per il raggiungimento di quanto previsto in detta normativa, entro il termine ultimo del 4 agosto 2007;

l'Italia, attraverso il Ministero dell'innovazione tecnologica, ha aderito impegnandosi al rispetto dei tempi al MOU (Memorandum of understanding) sull'eCall che prevede nel 2009 la commercializzazione di veicoli equipaggiati di un sistema di chiamata automatica per le emergenze, alle centrali operative del 112, che pertanto necessitano per tale data di aver compiuto un upgrade tecnologico di notevole portata, nonché di test di affidabilità del sistema (anche incrociati con database e sistemi di altri paesi);

la conoscenza del numero unico di emergenza europeo è pressoché nulla in Italia, con difficoltà e confusione nei cittadini anche generata dalla diversa assegnazione delle numerazioni brevi nel resto d'Europa (il numero del Soccorso Sanitario 118 è il numero del servizio informazioni nel resto d'Europa, paragonabile al nostro 892. Il 112 è l'unico numero contattabile ovunque gratuitamente in roaming con qualsiasi operatore nazionale ed estero) e la conseguente messa a rischio anche dei cittadini italiani all'estero;

il precedente Governo della XIV legislatura non ha dato alcun seguito all'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-04462, presentata dall'onorevole Giorgio Panattoni in data 16 giugno 2005, nella seduta numero 639, con simile richiesta -:

come il nuovo Governo intenda mettere mano a tale progetto del numero unico di emergenza 112, coscienti delle difficoltà del momento, ma nell'assoluta certezza che il ritardo accumulato dall'Italia necessiti di un impegno decisivo per l'avvio del servizio ed il raggiungimento di standard qualitativi a livello europeo (multilinguismo, tecnologia della localizzazione, qualità ed efficacia della risposta, gestione super partes di coordinamento, eCall). (5-00574)

 
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