Incidenti stradali diventano emergenza, tra proclami e mancate soluzioni
(Luglio 2007)



In questi giorni si parla molto delle misure necessarie ad arginare l'elevato numero di incidenti mortali che stanno accadendo sulle strade italiane, complice il caldo e il mancato rispetto delle più elementari regole della sicurezza stradale. Sono molteplici le soluzioni proposte per evitare che gli incidenti accadano, dal sequestro del mezzo, all'arresto in caso di lesioni gravi per chi provoca l'incidente o per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l'influsso degli stupefacenti.
Ma le misure per ridurre gli effetti degli incidenti stradali non possono fermarsi ad azioni sporadiche di inasprimento delle pene intese come dissuasori, senza prevedere anche un rafforzamento della catena dell'emergenza e della prevenzione attuata dalle forze dell'ordine.
Così se da un lato si proclama una situazione di emergenza di fronte all'elevato numero di incidenti con lesioni gravi, dall'altro non si fa ancora nulla per attuare una tra le misure più innovative nel panorama tecnologico dell'emergenza stradale, quale quella dell'eCall, la cui sperimentazione dovrebbe essere già cominciata (come sta avvenendo in altri paesi Europei).
La base di attuazione dell'eCall è caratterizzata da un funzionamento corretto delle centrali operative del 112 che devono poter ricevere e gestire gli allarmi inviati dai mezzi coinvolti negli incidenti stradali, per ogni aspetto del soccorso (dal soccorso tecnico a quello sanitario, alle forze dell'ordine).
Pertanto non si tratta della mera sperimentazione del sistema nelle attuali centrali operative esistenti, quanto della necessaria implementazione di centrali operative del 112 capaci di effettuare "dispatching" per tutte le centrali operative di secondo livello (attuali centrali operative d'emergenza), anche perchè nelle chiamate eCall, seppur si attivi un contatto con l'abitacolo del veicolo incidentato con il 112 (sempre che ciò sia possibile dopo l'impatto), la chiamata non crediamo possa essere poi messa in attesa e trasferita alle centrali di secondo livello e potrebbe essere non compatibile il trasferimento dei dati di localizzazione del veicolo e di quelli recuperati eventualmente da database con i dati del proprietario o dell'eventuale pericolosità dei materiali trasportati (sostanze pericolose o nocive), senza la loro registrazione preventiva da parte della centrale 112 di ricezione dell'allarme eCall.

Pertanto la realizzazione di centrali operative uniche del 112 può contribuire alla riduzione delle conseguenze degli incidenti stradali, permettendo sia un efficiente coordinamento e gestione delle risorse, sia l'implementazioni di soluzioni tecnologicamente avanzate (nel progetto eCall sono contenuti anche sistemi di segnalazione del passaggio dei mezzi di soccorso o di incidenti stradali).

La sperimentazione della prima centrale 112 doveva di fatto partire oltre un anno fa, rischedulata poi per questo anno, con una profonda revisione del progetto che, a detta dei portavoce di Governo,  avrebbe facilitato una rapida partenza del 112 Europeo anche in Italia (rinunciando alla creazione dei PSAPs di primo livello), continua a vedere un costante rinvio della partenza del progetto, ciò nonostante la questione sia stata anche denunciata dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia.

Elenchiamo di seguito quali sono i problemi che dovranno essere risolti già alla sua partenza.

Organico ed Organizzazione
Le centrali operative di Carabinieri e Polizia di Stato non potranno mantenere né l'attuale struttura organizzativa (in molte zone ancora organizzate per distretto telefonico), né quelle provinciali potranno restare con un organico pari a quello di oggi, dovendo far fronte ad un numero di chiamate molto più elevato, stimate almeno 3 volte quelle di oggi (senza esagerazioni).

Localizzazione delle chiamate
Non basta poter localizzare le chiamate da telefono fisso, ma è necessario che gli operatori di telefonia mobile inoltrino le informazioni di localizzazione anche per i telefoni cellulari. Tale localizzazione non è ancora stata definita con provvedimento di legge, pertanto l'accuratezza potrà variare da operatore telefonico a operatore telefonico (sarà nostra cura effettuare un confronto tra gli operatori per evidenziare coloro che sceglieranno le tecnologie migliori).
Deve anche essere realizzato un database unico delle utenze di telefonia fissa e mobile, col dettaglio delle informazioni relative all'effettivo utilizzatore, incluse le numerazioni di aziende e derivazioni di centralini (va regolamentata la necessità di una periodica comunicazione delle ubicazioni dei derivati).

Gestione delle chiamate
I protocolli per la gestione delle chiamate tra Polizia di Stato e Carabinieri devono essere definiti con la massima precisione per evitare incomprensioni e problemi. Ma ancor più preoccupante è la situazione delle chiamate che necessitano di un soccorso sanitario o tecnico, non è infatti possibile solo inoltrare le chiamate ricevute dal 112 alle centrali del Soccorso Sanitario e dei Vigili del Fuoco (o alla Guardia Costiera, al Corpo Forestale dello Stato e al Soccorso Alpino/Speleologico), si perderebbero le informazioni di localizzazione del chiamante ed il CLI (il numero telefonico del chiamante).
E' necessaria una forte convergenza dei sistemi di tutti i corpi e degli enti delegati alle emergenze di ogni tipo, per un corretto funzionamento in caso di necessità.

L'accesso da reti telefoniche VoIP
Mentre negli USA il Governo Federale ha imposto alle aziende telefoniche che permettono l'accesso a internet, di far sì che anche questo tipo di chiamate sia localizzabile geograficamente, nel nostro paese c'è solo una breve informazione da parte dei gestori circa la possibilità di effettuare tali chiamate. Una soluzione deve essere trovata anche in Italia, di certo un ritardo nei soccorsi dovuto all'impossibilità di contattare il 112 attraverso le reti VoIP può portare ad una denuncia penale e civile nei confronti degli erogatori del servizio. 

L'eCall
Va rapidamente messa in sperimentazione l'infrastruttura dell'eCall, con l'utilizzo di mezzi pilota (potrebbero essere le pattuglie di Carabinieri e Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e degli altri corpi ed enti nazionali, comprese ambulanze e Polizia Locale/Municipale). L'Italia sta accumulando pesanti ritardi nella fase di sperimentazione dell'eCall nelle centrali operative del 112, mentre in altri paesi ciò è ormai in fase di test (tra i più avanzati c'è sicuramente la Finlandia).

Informazione ai cittadini
Non il meno importante è il punto relativo all'informazione ai cittadini, non è accettabile che l'elenco telefonico delle province italiane non riporti il numero 112 come numero unico per tutte le emergenze, specie in situazioni di difficoltà nell'accesso alle reti telefoniche o all'estero. Non si tratta di una dimenticanza, ma della volontà di tacere l'esistenza del 112 quale numerazione privilegiata per contattare i servizi d'emergenza (anche in presenza di altre numerazioni attive in contemporanea come il 113, 115 e 118). E' necessario prevedere una dettagliata informazione sul 112, i cittadini devono sapere di poterci contare quando, in caso di emergenza, col proprio cellulare non riescono ad accedere alla copertura di rete del proprio operatore  e invece c'è copertura di un'altro operatore. Stessa cosa per i bambini che se non riescono a sbloccare la tastiera del cellulare dei propri genitori per chiamare aiuto, possono comporre il 112 senza operazioni aggiuntive. I cittadini devono anche essere informati che l'accesso alla numerazione 112 permette la sua immediata localizzazione da parte dei servizi di emergenza.

 
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