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Sale operative unificate per
affrontare l'emergenza incendi? Basterebbe un 112 funzionante (Luglio 2007)

I fatti di questi giorni
Il
Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si difende dalle
accuse di ritardo nei soccorsi per l'incendio di Peschici, facendo presente che dal momento
della chiamata alla centrale operativa della Protezione Civile
Nazionale, all'arrivo dei mezzi aerei sul posto, sono passati
pochi minuti.
Fa poi anche presente che non è competenza della Protezione
Civile Nazionale, ma delle autorità locali, occuparsi
dell'attivazione dei soccorsi, lasciando aperta l'ipotesi di
ritardi.
Ora la magistratura indaga ed è stata
aperta un'inchiesta per incendio doloso che, oltre a cercare i
criminali responsabili degli incendi, dovrà capire se qualcosa
non ha funzionato nella macchina organizzativa dei soccorsi.
Il problema da tutti taciuto è in realtà lo scarso coordinamento
tra corpi, enti ed autorità, non ultimo la mancanza di sistemi
collaudati per la comunicazione delle autorità con i cittadini,
spesso lasciati senza informazioni come avvenuto sulla spiaggia
di Peschici e come le numerose testimonianze televisive hanno
riportato.
La Protezione Civile Nazionale può contare su un'efficiente ed
efficace struttura, ma qualcuno deve preoccuparsi anche di far sì che la
sua attivazione sia tempestiva, altrimenti se ne vanifica
l'effetto e si rischia di farne perdere il valore effettivo,
offuscandone .
Il 112 unico favorirebbe il coordinamento efficace
A Peschici, come in mezza Italia del Centro-Sud, sono state create strutture per il
coordinamento dell'emergenza incendi. Viene da chiedersi se
invece non sarebbe più opportuno che le centrali operative oggi
esistenti possano essere raccordate tra loro, o addirittura
unificate, per far sì che si crei un'abitudine al lavoro di
co-gestione tra le forze interessate, velocizzando sia i tempi
per la presa di decisioni importanti e strategiche, sia
migliorando la comunicazione con i cittadini coinvolti, con i
loro familiari e con la stampa (spesso veicolo di informazione
ai familiari per le conseguenze post-evento).
Le centrali operative del 112, fortemente volute dalla Comunità
Europea e ancora pur nulla attuate nel nostro paese, non hanno come unico scopo quello di far memorizzare ai
cittadini un solo numero di emergenza sempre accessibile (questa
sarebbe già una gran bella cosa), ma bensì anche quello di favorire la
cooperazione tra le componenti dell'emergenza, le autorità ed i
cittadini, andando a sostituire le tante sovrastrutture, spesso
regionali, di coordinamento oggi create con discutibile successo.
Assistiamo ancora ad uno slittamento del progetto per il 112
unico, sperando che la mozione in corso di presentazione presso
il Parlamento Europeo, possa far imporre dalla Commissione
Europea una rapida e funzionale attivazione anche in Italia.
L'informazione ai cittadini
E' di questi giorni la campagna pubblicitaria della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione
Civile, che ricorda ai cittadini i numerosi numeri di emergenza
da comporre e cosa fare in certe situazioni, una campagna che
sollecita i cittadini a chiamare soccorso rapidamente in caso di
problemi di salute o di incendi, alluvioni, eccetera. Peccato
dover assistere ancora una volta alla pluralità delle
numerazioni che vengono comunicate ai cittadini, dal 115 e 1515
per gli incendi boschivi, al 118 per le emergenze sanitarie.
Così si fa un'informazione costosa e incompleta, i cittadini che
si affollano su spiagge spesso con difficoltà di copertura di
rete, o sulle montagne, non sono a conoscenza che la numerazione
112 consente il roaming nazionale in caso di mancanza di rete
del proprio operatore, cosa che non avviene per tutti gli altri
numeri di emergenza.
Contro gli incendi software avanzati ed il satellite
Oltre ai software capaci di simulare anticipatamente quanto
accadrà sulla scena di un incendio boschivo, come abbiamo
segnalato in un precedente articolo, oggi si possono controllare
gli incendi e fare prevenzione attraverso le immagini
provenienti dai satelliti. Grazie ad un software elaborato dal
CNR, sarà presto possibile individuare gli incendi a partire da
quelli delle dimensioni di un tavolo da ping-pong.
Un primo studio di fattibilità ha dimostrato come MSG (satellite
metereologico "Meteosat Second Generation"), sia in grado di
fornire un segnale apprezzabile anche a fronte di incendi di
piccolissime dimensioni. Tali metodologie sono ora in fase di
ulteriore sviluppo e validazione nell’ambito del Progetto AVVISA
(AVVistamento Incendi da SAtellite) che vede la collaborazione
dei ricercatori dell’Imaa-Cnr, dell’Università della Basilicata
(DIFA-LADSAT) e dell’Università di Milano Bicocca (Dipartimento
di Scienze dell’Ambiente e del Territorio) con le strutture, di
ricerca e operative, della Regione Lombardia (DG Protezione
Civile, IReR e ERSAF).
Pensate se connesso a questo progetto si potesse mettere a punto un sistema e-Fire che,
come per l'e-Call, permette di ricevere immediatamente la
segnalazione di un incendio in modalità automatica con la
rilevazione del fuoco attraverso i satelliti.
Le segnalazioni
raggiungerebbero le centrali operative del 112 competenti a
seconda delle coordinate geografiche dell'incendio rilevato.
Un Grazie...
Dedichiamo questo articolo al Comandante Andrea Golfera, pilota
del Canadair caduto il 23 Luglio scorso, mentre effettuava
lancio d'acqua per spegnere l'incendio all'eremo di Sant'Erasmo,
in Abruzzo. Al suo operato va il GRAZIE di noi tutti.
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