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Gli Eurodeputati protestano per i
ritardi dei paesi membri sul 112 (Giugno 2007)
Durante la seduta del 20 Giugno
scorso una pioggia di critiche è stata
indirizzata alla Commissione Europea, accusata di non essere
riuscita, negli ultimi 2 anni, a garantire il funzionamento del
112 nei paesi membri.
Sei eurodeputati, appartenenti ai maggiori gruppi ed in
rappresentanza di paesi diversi, hanno annunciato di aver
preparato una petizione che e' stata già firmata da oltre 200
parlamentari e che potrà essere presto trasformata in una
mozione atta ad impegnare la Commissione Europea stessa
all'attuazione, con modalità uniformi, del 112 unico in tutto il territorio comunitario.
Le pressioni nei confronti della Commissione Europea sulle
inadempienze rispetto alla normativa che prevede l'istituzione
del Numero Unico Europeo per tutte le Emergenze, si stanno
facendo sempre più serrate.
Dopo la presa di posizione del Commissario Viviane Reding nei
confronti dei paesi che non mettono le centrali operative
dell'emergenza in grado di localizzare chi chiama (sia da fisso
che da mobile), con l'avvio di una procedura di infrazione
davanti alla Corte di Giustizia Europea, si prevede che la Commissione Europea inserirà
all'interno della nuova Direttiva sui Servizi Universali,
parametri di funzionamento e criteri di servizio molto più
stringenti di quanto non sia già stato fatto in quella
precedente del 2002.
La localizzazione non sarà più disponibile secondo il miglior
criterio adottabile dagli operatori in relazione alle tecnologie da
questi utilizzate, quanto invece verranno definiti criteri
stringenti simili a quelli adottati negli Stati Uniti .
Stessa cosa per l'eCall, la Commissione Europea dovrà spingere i
governi nazionali attraverso tale direttiva a dotarsi dell'infrastruttura per la
ricezione, l'elaborazione e gestione di queste chiamate di
emergenza automatiche.
Infatti la sola firma del MoU sull'eCall non ha visto
corrispondere, da parte di alcuni governi nazionali (tra cui
l'Italia), a significativi investimenti necessari all'adeguamento
dell'attuale infrastruttura delle centrali operative d'emergenza
al fine di attivare l'eCall
entro il 2009.
C'è poi da dire la progressiva riduzione delle tariffe di roaming nei
paesi della Comunità Europea, operativa in questi giorni, porterà ad un sempre maggiore
utilizzo dei telefoni cellulari all'estero, con una frequenza
sempre maggiore delle chiamate verso il 112 unico Europeo da
parte di cittadini stranieri (già
sensibilmente in aumento le numerazioni che raggiungono il 112
da telefoni cellulari non italiani), con la conseguente
necessità di multilinguismo degli operatori addetti al
"dispatching".
Il 112 sta infatti entrando nella mente di chi utilizza i
telefoni cellulari all'estero come numero salvavita,
utilizzabile con ragionevole certezza nel territorio della
Comunità Europea, ma anche al di fuori di questa grazie al
software dei telefoni cellulari che, interagendo con le reti
locali di telefonia mobile, permette di raggiungere sempre la
numerazione di emergenza locale (lo abbiamo testato in diversi
paesi, dagli Stati Uniti, alla Cina, alla Russia, sempre col
risultato di contattare i servizi di emergenza locali, a volte
con messaggi in inglese che chiedono di confermare la necessità
di contattare la numerazione di emergenza premendo un tasto, per
evitare le chiamate accidentali).
Alla soglia del periodo estivo di maggior presenza di cittadini
stranieri in Italia e di italiani all'estero, ricordiamo a tutti
di tenere sempre a mente il numero unico di emergenza 112,
sperando non vi sia mai la necessità di utilizzarlo.
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