Commissione Europea deferisce l'Italia alla Corte di Giustizia Europea per i ritardi sul  112 unico
(Marzo 2007)



Come avevamo annunciato a Gennaio di questo anno, nonostante le deboli iniziative messe in atto dal governo Italiano negli ultimi tre mesi, è arrivato il deferimento dell'Italia da parte della Commissione Europea alla Corte di Giustizia Europea.
Il 112 Unico in Italia ancora non parte, l'annuncio del Dott. Ciro Esposito (nell'intervista sulle pagine de Il Sole 24 Ore del 12 Febbraio), ipotizza la partenza della prima centrale operativa italiana del 112 unico entro meno di due mesi da oggi, ma nessun dettaglio è stato reso noto e non ci risultano in atto, con tempistiche così brevi, soluzioni capaci di armonizzare tutte le componenti dell'emergenza necessarie al pieno funzionamento del sistema 112 nelle province italiane, né è noto con quale grado di precisione gli operatori di telefonia mobile metteranno a disposizione le informazioni relative alla localizzazione del chiamante e quelli di telefonia fissa con quale frequenza dovranno aggiornare i database necessari a localizzare tali chiamate.

Il deferimento, deciso con un atto della Commissione Europea del 21 Marzo 2007, fa seguito ai richiami scritti inviati dalla stessa all'Italia e per i quali lo stesso Ministro Gentiloni sembrava non essere preoccupato durante la nostra intervista a Pesaro.
La Commissione ha emesso un apposito comunicato stampa nel quale sono sinteticamente indicate le motivazioni del deferimento, avvenuto anche per altri paesi (meno popolosi, due dei quali di recente ingresso nella EU): Lituania, Paesi Bassi, Portogallo e Slovacchia.
Sostanzialmente si tratta della necessità di mettere a disposizione delle centrali operative del 112 europeo le informazioni relative all'ubicazione del chiamante da telefono fisso e mobile, localizzazione che presuppone anche una concentrazione delle chiamate di emergenza verso il solo numero 112.

Tutti i grandi paesi Europei si sono infatti adeguati alla normativa Europea, in Inghilterra assieme al tradizionale numero 999, viene pubblicizzato alla stessa stregua il numero 112 (entrambi i numeri fanno capo alle stesse centrali operative) e già c'è una diffusa conoscenza del numero 112 da parte della popolazione che al di fuori dell'isola britannica altrimenti si troverebbe in difficoltà.
Anche in Francia viene sempre maggiormente evidenziato il numero 112 che sostituisce già i vecchi 15 e 18 rispettivamente del SAMU e dei sapeurs-pompiers ed il 17 per la Polizia. In Germania il numero compare sui mezzi di Vigili del Fuoco e sulle Ambulanze e viene ormai pubblicizzato, in questi paesi la localizzazione è già realtà.

La Commissaria Europea Viviane Reding ha dichiarato infatti che "Gli Stati membri sono tenuti ad assicurare che il numero di emergenza europeo 112 sia pienamente funzionale e disponibile. È deplorevole che diversi paesi mettano attualmente a repentaglio i propri cittadini e i cittadini di altri Stati membri della UE che si recano sul loro territorio non garantendo ai servizi di emergenza la piena disponibilità delle informazioni sull'ubicazione del chiamante. Sollecito questi Stati membri a prendere provvedimenti immediati per garantire maggiore sicurezza ai cittadini della UE".

In Italia si parla molto di sicurezza, ma poi a fronte di un progetto ormai ad un passo di realizzazione, capace di aumentare il controllo delle situazioni di emergenza e delle necessarie azioni da mettere in campo per risolverle, si è preferito ridurre gli investimenti e procedere alla gestione delle chiamate di emergenza concentrandole di fatto sulle centrali di Carabinieri o Polizia di Stato. C'è poi da tenere conto dei ritardi che l'Italia potrà avere per l'eCall, presto infatti anche su questo tema la Commissione Europea avvierà i richiami scritti ai paesi che non manterranno fede alla "roadmap" che ne prevede l'entrata in servizio in tutto il territorio dell'EU nel 2009.

L'EENA ha inviato lo scorso Dicembre 2006 una lettera al Ministro Paolo Gentiloni ed al Segretario Generale del Ministero delle Comunicazioni per chiedere di poter partecipare, quale associazione interessata, al tavolo attualmente istituito presso detto ministero per ovviare ai richiami della Commissione Europea. A tre mesi di distanza dalla nostra raccomandata con ricevuta di ritorno, non ci è stata inviata nessuna risposta.

E' evidente che ci sia una volontà di non coinvolgere la popolazione su questo tema del 112, per fortuna a coinvolgere i cittadini ci sta pensando la Commissaria Reding che ha rinviato l'Italia alla Corte di Giustizia Europea, col rischio che arrivino pesanti multe all'Italia per le carenze sulla localizzazione del chiamante al 112. Insomma per risparmiare, finiremo per spendere due volte.

 
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