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E' arrivato il momento di una stretta sorveglianza [comunicato
stampa EENA 112] (Aprile 2006)
La scorsa settimana la
Commissione Europea ha annunciato l’avvio delle procedure
d’infrazione contro 11 Stati Membri per la non-disponibilità
delle informazioni di localizzazione del chiamante alle autorità
di emergenza quando chiamano il 112 (Grecia, Irlanda, Italia,
Cipro, Latvia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Olanda,
Portogallo e Slovacchia). La Sig.ra Viviane Reding, la
Commissaria per la Società dell’Informazione e dei Media, ha
spronato questi stati membri a non perdere ulteriormente tempo
nell’attuare le necessarie modifiche che assicureranno il
salvataggio di vite umane. Così anche, la Commissaria, o per sua
ignoranza o per propri scopi, sembra promuovere una migliore,
più vicina e allo stesso tempo legale sorveglianza sui cittadini
Europei da parte delle forze dell’ordine e degli operatori di
telefonia mobile.
Il numero unico Europeo di chiamata d’emergenza, il 112 è
enunciato dall’articolo 26 della Direttiva dei Servizi
Universali (2002/22) e fornisce sopra ogni altra cosa che gli
operatori che gestiscono le reti telefoniche pubbliche debbano
rendere disponibili le informazioni di localizzazione del
chiamante alle autorità che gestiscono le emergenze (ad esempio
ambulanze, vigili del fuoco e polizia) al meglio tecnicamente
possibile, per tutte le chiamate al numero unico Europeo
d’emergenza «112». Naturalmente il problema non si incontra
nelle reti di telefonia fissa dove la localizzazione del
chiamante è sempre fornita, ma per le moderne reti di telefonia
mobile. Oggi è tecnicamente possibile localizzare il chiamante
all’interno di queste reti e gli operatori di telefonia mobile
hanno cominciato a vendere servizi basati su questa capacità.
Quando il vostro GSM Vi informa che siete a «100 metri da una
stazione di servizio, 300 metri da un ristorante, 200 metri da
una pizzeria» voi avete fatto uso delle opportunità per la
localizzazione del chiamante.
Così come, la direttiva dei servizi universali è stata
completata dalla direttiva sulla privacy e sulle comunicazioni
elettroniche (2002/58) che fu considerato come un unico
pacchetto con la direttiva dei servizi universali «in rispetto
del procedimento legislativo sulle informazioni di
localizzazione del chiamante da parte degli operatori di reti».
L’articolo 9 della direttiva 2002/58 recita che il
sottoscrittore di una rete di telefonia mobile deve avere la
possibilità di rifiutare la lavorazione dei dati concernenti la
sua localizzazione e del suo identificativo di linea (ad esempio
così che il suo numero non venga visualizzato nel telefonino del
suo interlocutore). L’articolo 10 della stessa direttiva, recita
anche che gli Stati Membri devono assicurare procedure
trasparenti, gestendo la modalità di rifiuto del sottoscrittore
ad essere localizzato ed identificato, possa essere inibita
dalle «organizzazioni trattanti con le chiamate di emergenza e
riconosciute tali da uno Stato Membro, incluse le forze
dell’ordine, i servizi di ambulanze e dei vigili del fuoco»,
così che quando qualcuno sta chiamando per un aiuto, questi
servizi possano localizzarlo e salvarlo.
Per di più, in una raccomandazione inviata dalla Commissione nel
Luglio 2003 sullo stesso oggetto, è anche chiaramente indicato
che «gli Stati Membri devono garantire un’adeguata informazione
ai propri cittadini circa l’esistenza, l’uso ed i benefici del
servizio E112» (ad esempio servizi 112 dotati della
localizzazione del chiamante). «I Cittadini devono essere
informati che il 112 li mette in contatto con i servizi di
emergenza attraverso tutta l’Unione Europea e la loro
localizzazione verrà inoltrata. Devono anche essere informati
circa l’identità dei servizi di emergenza che riceveranno le
loro informazioni di localizzazione e quant’altro di dettaglio
necessario per garantire un consapevole processo dei propri dati
personali».
E’ evidente dall’alto della sua implementazione la
localizzazione del chiamante per il 112, richiede come
pre-requisito che i «cittadini siano adeguatamente informati
circa l’esistenza e l’uso del numero unico Europeo d’emergenza
112» così com’è già indicato nell’ultimo paragrafo dell’articolo
26 della direttiva 2002/22. Sfortunatamente nel 2004, l’European
Emergency Number Association (EENA), ha introdotto un reclamo
alla Commissione Europea, menzionando il fatto che i cittadini
nella maggioranza degli Stati Membri non erano stati
adeguatamente informati.
La Commissione non ha considerato il reclamo seriamente ed ha
informato l’EENA circa la sua intenzione di chiudere una serie
di questi reclami pretendendo che, siccome gli Stati Membri
avevano pubblicizzato il 112 nella prima pagina del proprio
elenco telefonico, i cittadini erano stati adeguatamente
informati.
Naturalmente l’EENA crede che questo non costituisce un’adeguata
informazione come indicato dalla direttiva, così come può anche
portare le autorità ad un abuso giacché capaci non solo di
ascoltare una telefonata attraverso il telefono, ma anche
conoscere la localizzazione delle persone che utilizzano una
rete telefonica. Questo sarà possibile perché la legislazione
Europea non definisce in un format cosa possa essere considerata
un’«emergenza». In un workshop tenuto in Lussemburgo nel 2000,
esperti proposero di considerare come emergenza qualsiasi cosa
che metta a repentaglio la vita umana, propria e delle
(immediate) vicinanze del chiamante. Tuttavia non ci fu un
seguito su questo, così come in molti altri argomenti pertinenti
questo tema concernente direttamente i cittadini Europei.
Nel luglio 2005 EENA ha proposto una petizione al Parlamento
Europeo, menzionando tutti i problemi collegati con
l’implementazione del 112 in Europa. In autunno, la Commissione
cominciò subito a trattare questo tema per due ragioni. Primo,
per i reclami proposti dall’EENA. Ma anche perché l’industria
automobilistica vuole installare in tutte le nuove autovetture
un sistema che chiama il 112 in caso di incidente e informa i
servizi di emergenza circa la localizzazione dell’incidente e
possibilmente circa lo stato del veicolo ed il numero e le
condizioni dei passeggeri. Si ha così che molti dei servizi di
emergenza non hanno il necessario equipaggiamento per utilizzare
in modalità corretta, le informazioni di localizzazione che la
rete trasmetterà. «EENA crede che la differenza tra vita e morte
dipenda prioritariamente dalla totale qualità del servizio
fornito dai servizi di emergenza, parte della quale è la
localizzazione del chiamante. Molti dei nostri colleghi
cittadini muoiono perché non sanno quale numero chiamare, o
perché l’operatore che riceve la chiamata non parla la stessa
lingua, o perché non ci sono abbastanza ambulanze per coprire
l’area o perché non è legalmente imposto un tempo minimo di
intervento. E vi sono anche casi dove le ambulanze arrivano in
tempo sul luogo dell’accaduto, ma sono incapaci di provvedere ad
un servizio di elevata qualità».
Naturalmente la localizzazione del chiamante da parte dei
servizi di emergenza, salverà vite umane – da 2000 a 5000
annualmente come da stime della Commissione Europea.
Tuttavia implementare la localizzazione come una priorità, senza
informare i cittadini e soprattutto senza stabilire criteri
qualitativi per il servizio che è fornito, va nella direzione di
servire altri scopi. Tali scopi sono relativi agli enormi
interessi degli operatori mobili che stimano il mercato Europeo
dei servizi di localizzazione possa avere un valore di diversi
miliardi di euro ogni anno. Essi si riferiscono all’interesse
dei costruttori di automobili che utilizzeranno il rafforzamento
della sensazione di sicurezza dell’acquirente, creato dal nuovo
sistema “e-call”, ma che non può essere creduto tale
dall’annuncio dalla stessa Commissione che nel settembre 2005
scrisse «le auto chiameranno il 112 – ma chi risponderà? »,
evidenziando le carenze delle infrastrutture dei servizi di
emergenza. Ed essi si riferiscono agli interessi di coloro che
vorranno localizzarvi nel bene e nel male. Solo la scorsa
settimana la Disney ha annunciato un nuovo servizio per i
genitori che vogliono localizzare i propri figli, attraverso i
loro telefoni GSM. E per soli pochi euro i genitori in Belgio,
Francia, Gran Bretagna e Germania possono localizzare i propri
figli abbonandosi al servizio su
www.ilico-net.com. Solo i loro figli? Quando voi siete a
«100 metri da una stazione di servizio, 300 metri da un
ristorante, 200 metri da una pizzeria», voi siete informati che
siete a soli 50 metri dal vostro grande fratello Europeo? Chi
sta arrivando vicino al proprio cittadino, si molto più vicino…
Olivier
Paul Morandini
Presidente European Emergency Number Association
Riferimenti:
Vedere su versione inglese al seguente indirizzo
http://www.eena.org/view/en/activities/press/April_2006.html
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