Multilinguismo a Messina, Localizzazione all'Aquila
(Giugno 2009)

(Fonte Carabinieri - Foto Tranchina, Di Bacco)

La mattina del 25 Maggio, una turista tedesca 41enne S.H.H. di Greding, si è avventurata con il marito, lungo un sentiero impervio dell’isola di Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie.
Durante l'escursione è caduta accidentalmente lungo un costone roccioso della "sciara" del vulcano, fratturandosi una caviglia. Il marito, in preda al panico, ha subito chiamato il 112 che per i cittadini Europei corrisponde al Numero di Emergenza Europeo, cui corrisponde in Italia il pronto intervento Carabinieri.
L'uomo ha segnalato, in lingua tedesca, quanto accaduto e ha indicato sommariamente all’operatore la sua posizione e le condizioni di salute di sua moglie. L’operatore di lingua straniera della centrale operativa dei Carabinieri di Messina, ha immediatamente richiesto l’intervento dell’Elisoccorso del 118, il quale in pochi minuti ha raggiunto la malcapitata sulla sommità del cratere, soccorrendola e trasportandola all’ospedale “Papardo” di Messina.

Vorremmo capire se l'Arma si è dotata di operatori multilingua nei capoluoghi di regione italiani, o se invece l'episodio sia isolato e riguardi l'efficienza della caserma di Messina. Un plauso va comunque al Comando provinciale dei Carabinieri di Messina che siano di esempio per ottenere una copertura nazionale di operatori multilingue. L'Italia, paese a forte connotazione turistica (ma anche di immigrazione), deve poter contare su un servizio 112 capace di rispondere in più lingue alle richieste di soccorso.
Per garantirlo si deve sicuramente incrementare il numero di operatori capaci di parlare correttamente in lingua inglese, francese e tedesca, ma anche ricorrere a sistemi di interpretariato immediato, attraverso società esterne.
Un'altra soluzione (attivata ad esempio in Romania), permette di visualizzare tra tutti gli operatori 112 in servizio sul territorio nazionale, quelli capaci di parlare altre lingue, così da potergli trasferire la chiamata.

Ma se il problema del multilinguismo si può risolvere rapidamente con risorse umane e convenzioni, lo spinoso tema della localizzazione delle chiamate continua a dimostrarsi un problema drammatico.
Riproponiamo una seconda notizia di questi giorni, dopo un allarme lanciato al 112 lo scorso 29 Maggio, un uomo di 47 anni è stato ritrovato cadavere in un canalone del Gran Sasso dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza assieme a Carabinieri, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato.
Ci chiediamo se lo stesso escursionista abbia lanciato l'allarme e soprattutto se non sarebbe stato possibile localizzare il cellulare dell'uomo per velocizzarne i soccorsi.

Possiamo però affermare che in situazioni come questa, nel caso che l'allarme venga lanciato dalla persona che necessita di soccorso, la quale potrebbe trovarsi in condizioni tali da non poter indicare la propria posizione, l'attuale stato di impossibilità di localizzare il chiamante potrebbe configurare un dolo da parte dei servizi di emergenza (quindi dello Stato), nei confronti dei cittadini. Ciò già sarebbe evidente dopo la trasformazione in decreto legislativo del Codice delle Comunicazioni (avvenuto nel 2003), ancor più tale opinione si rafforza a fronte della sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea di quest'anno, specificatamente per la mancata ottemperanza relativamente alla localizzazione del chiamante.

Come dire che i ritardi dello Stato Italiano, costituiscono presupposto per la richiesta di risarcimenti danni da parte delle vittime o dei loro famigliari.

Nel frattempo, poco si muove positivamente sul fronte della realizzazione delle centrali uniche del 112 Europeo, lo spettro dell'allargamento di quanto fatto a Salerno sembra sempre più prendere campo, rischiando di cancellare le eccellenze consolidate di alcune realtà (in particolare quelle del Soccorso Sanitario e dei Vigili del Fuoco).
 

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