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Sicurezza dei cittadini e 112
(Novembre 2007)

Il clamore attorno ai delitti di questi ultimi mesi sta portando
gli italiani a una crescente consapevolezza di insicurezza e
quindi li porta a chiedere ai politici un rafforzamento delle
misure di sicurezza nelle città, nonché un inasprimento delle
pene nei confronti di chi commette reati.
Mentre tutto questo accade e il Governo si affretta ad emanare
provvedimenti di contenimento della malavita organizzata (e
non), resta ancora non attuata la normativa comunitaria sul 112
unico Europeo che molto potrebbe fare nell'attività di
coordinamento delle forze di polizia e di queste ultime con
tutte le componenti del soccorso tecnico e sanitario, portando
ad un risparmio delle risorse disponibili sul territorio.
Del progetto di Salerno non sembra essere in attuazione alcunché
e resta ancora ignota ai cittadini italiani l'esistenza del 112
Europeo che dovrebbe essere funzionante non solo in Italia, ma
anche negli altri paesi dell'Unione Europea (in molti paesi è
l'unico numero da contattare in caso di emergenza).
La volontà di attuare una revisione del progetto, comunicata in
Parlamento a Gennaio di quest'anno, andando a far gestire alle
attuali centrali operative di Polizia di Stato e Carabinieri il
112 per tutte le chiamate di emergenza, non ha prodotto benefici
nei tempi di realizzazione del Numero Unico di Emergenza Europeo
in Italia, doveva partire già prima dell'estate e alle porte del
Natale siamo ancora in una situazione di completo immobilismo
della normativa EU per i seguenti aspetti:
-
Non localizzazione delle chiamate di
emergenza (sia da numero fisso che da telefoni cellulari);
-
Mancanza di informazione ai cittadini
Italiani sull'esistenza e il funzionamento del Numero Unico
di Emergenza Europeo;
-
Mancanza di operatori multilingue.
EENA è fortemente preoccupata per la
situazione di immobilismo venutasi a creare, le iniziative che
si ritiene necessario intraprendere sono diverse:
-
ricorso al mediatore europeo (obudsman)
per richiedere quali iniziative intende intraprendere la
Commissione Europea nei confronti dell'Italia per gli
inadempimenti sopra elencati rispetto a quanto previsto
dalla Direttiva Universale delle Comunicazioni.
-
Una nuova interrogazione al Ministro
delle Comunicazioni per sapere quali problematiche abbiano
portato ad un tale ritardo rispetto a quanto comunicato in
Parlamento a Gennaio in risposta all'interrogazione dell'On.Renato
Galeazzi.
-
Una lettera al Ministro per i rapporti
con l'Europa On. Emma Bonino affinché si interessi della
questione;
-
Una lettera al Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere di sollecitare il
Governo a dar seguito alle normative Europee.
Ringraziamo quanti ci hanno contattato nelle
ultime settimane concordando sulla necessità di procedere
rapidamente ad attuare centrali operative uniche a livello
provinciale, (magari sotto la responsabilità dei Prefetti).
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