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Chiama il 112, l'operatore non parla
inglese (Settembre 2007)

Ci ha scritto una lettera una cittadina belga che lo scorso
Agosto si trovava in vacanza in Italia, presso una delle città
d'arte di maggior richiamo turistico del nostro paese.
La Signora Claire si trovava nella nota località turistica
quando proprio il marito, sofferente di cuore, è stato
minacciato da un uomo. La donna ha subito contattato il 112 col
proprio cellulare, ma quando hanno risposto si è sentita dire:
"SOLAMENTE PARLARE ITALIANO". Al termine di questa frase,
testualmente riportata nell'email, si è sentita riattaccare la
cornetta.
In effetti gli operatori del 112 e delle altre centrali
operative d'emergenza non sono tenuti a parlare una seconda
lingua, pertanto la possibilità che a rispondere sia un
operatore che parla anche inglese o francese è affidata alle
capacità personali dell'operatore stesso.
Oltre all'aspetto turistico (che per un paese come l'Italia ad
elevato interesse artistico e paesaggistico non può trascendere
dall'organizzazione di un servizio essenziale, come questo del
soccorso, ponendo un'attenzione importante al multilinguismo),
c'è quello legato alle necessità di un paese che confina con
Slovenia, Austria, Svizzera, Francia e che è molto vicino alle
coste della Croazia e dei paesi del basso Adriatico.
Le soluzioni messe in atto negli altri paesi sono diverse a
seconda del tipo di organizzazione e delle possibilità
tecnologiche di chi risponde al 112.
Ad esempio nel Regno Unito, dove a rispondere sono in
prima battuta gli operatori della British Telecom, se chi chiama
non parla inglese, la chiamata viene subito trasferita a uno
degli operatori che gestiscono le chiamate internazionali per la
lingua di competenza.
In Francia le centrali dell'emergenza si appoggiano ad
un'associazione di traduttori professionisti (spesso
madrelingua) che effettua il servizio di traduzione simultanea
attraverso una reperibilità per un numero elevato di lingue di
tutto il mondo.
In Romania, uno degli stati Europei più giovani, tra
tutti gli operatori del 112 del paese vengono sfruttate le
capacità di lingua degli operatori stessi. Le competenze
multilingue sono evidenziate automaticamente per tutti gli
operatori in servizio (la rete informatica e telefonica è
unica). In caso di necessità, gli operatori che rispondono al
112 provvedono a trasferire all'operatore in servizio presso
un'altra centrale del paese, le chiamate in lingua straniera.
Nei paesi Scandinavi, la conoscenza dell'inglese e di
altre lingue europee da parte degli operatori del 112 è una
prassi.
La necessità di centrali operative di primo livello capaci di
una risposta multilingue e che limiti gli investimenti necessari
per far afferire le informazioni relative alla localizzazione
del chiamante da telefoni fissi e mobili (nonchè prossimamente
quelle per l'eCall), è impellente. Le centrali operative
dell'emergenza devono trasformarsi in centrali tecnologiche al
servizio dei cittadini, capaci di far dialogare le centrali
delle Forze dell'Ordine, del Soccorso Sanitario e di quello
Tecnico.
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