Avete ancora il dubbio che la localizzazione da cellulare sia utile? (Dicembre 2005)

Le cronache sono piene di esempi che rendono sempre più necessario imporre ai gestori di telefonia mobile di rendere disponibile in tempo reale le informazioni della localizzazione dei telefoni cellulari per le chiamate ai numeri dell'emergenza e per le indagini di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.
Se a Roma il tassista, ferito per un colpo di pistola alla spalla nel tentativo di rapina, poteva essere più agilmente ritrovato da Polizia e Carabinieri durante la sua telefonata per chiedere aiuto, proprio se fosse stata disponibile la localizzazione sulle mappe virtuali dei terminali della sala del 113, la stessa esigenza avrebbe salvato la vita a quella donna di Ancona, deceduta per un errore del compagno nel comunicare l'indirizzo al personale del 118.
Altri ulteriori impieghi poi, specificatamente di polizia, aiuterebbero tempestivamente le indagini, si pensi a quell'uomo di Osimo che, proprio per aver tenuto in casa il cellulare della sua vittima, è stato arrestato dopo aver inavvertitamente acceso il cellulare. Avendo così comunicato la sua esatta posizione agli inquirenti, l'omicida, già nella rosa dei sospettati, fornendo la posizione del cellulare, ha confermato i sospetti.

Certo implementare questa tecnologia su tutte le oltre 100 centrali operative italiane sarebbe molto costoso, soprattutto per gli standard differenti che le diverse sale operative hanno adottato in questi ultimi anni.
La cosa però da sottolineare è la possibilità di localizzazione che anche i telefoni cellulari hanno e, siccome molte centrali operative si stanno apprestando ad investire per avere disponibile la localizzazione dei telefoni fissi, sarà bene che tali investimenti riguardino anche la componente mobile.
La strada migliore però è sempre quella di concentrare gli investimenti sulle nascenti centrali del 112 Europeo come si sta facendo in Spagna e come ha sottolineato il Commissario Europeo Vivian Reding facendo della Spagna un esempio Europeo.

La Raccomandazione della Commissione Europea n°558 del 2003 inoltre parla chiaro, è ancora accettabile il concetto del massimo sforzo ma per quanto?

«i fornitori di reti o servizi di telefonia pubblica compiano il massimo sforzo per individuare e trasmettere informazioni il più possibile affidabili sull'ubicazione del chiamante per tutte le chiamate effettuate al numero di emergenza unico europeo 112.»

Conoscendo la volontà del Commissario Reding nel perseguire il miglior risultato per le centrali operative del 112 Europeo, tale raccomandazione verrà presto tramutata in stringente obbligo, come scritto nella normativa stessa, dove testualmente recita:

«Tuttavia, man mano che i centri di raccolta delle chiamate di emergenza e i servizi di pronto intervento acquisiranno maggiore esperienza pratica in materia di informazioni sulla localizzazione, le loro esigenze potranno essere definite con maggiore precisione. Inoltre, le tecnologie di localizzazione continueranno ad evolvere, sia per le reti mobili cellulari che per i sistemi di localizzazione satellitari. Al termine della fase iniziale sarà pertanto necessario riesaminare l'approccio basato sul principio del massimo sforzo.»

      


Il 2006 sarà pertanto l'anno in cui verrà esplicitato e tramutato in distanze e percentuali ben definite, l'attuale concetto del massimo sforzo ed in questo ci impegniamo come associazione a raggiungere un risultato importante.
Già oggi però non essere localizzati mentre si contatta un numero di emergenza italiano, qualora sia dimostrabile la disponibilità delle informazioni sull'ubicazione della chiamata nelle strumentazioni dei quattro operatori di telefonia mobile italiani, permetterebbe una denuncia alle competenti autorità, soprattutto dopo che la nostra associazione ha chiesto al Garante nelle Comunicazioni di attivare un servizio telefonico temporaneo che possa interfacciarsi trasversalmente con i 4 gestori per rendere disponibili tali informazioni nei casi più gravi di necessità.

EENA è disponibile nel frattempo a valutare eventuali richieste di approfondimenti da parte di cittadini che si sentano danneggiati in tal senso ed a fornire tutto il supporto possibile per arrivare a chiarire le eventuali responsabilità di terzi.

Intanto ci attiveremo, nei primi mesi del 2006, per avere garanzie in tal senso da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle Telecomunicazioni e dall'Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni.

 
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