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Seconda procedura d'infrazione all'Italia per il non corretto
funzionamento del 112. (Settembre 2008)

L'Italia, il paese dei Decreti Legge che poi restano non
approvati dal Parlamento e di conseguenza perdono ogni effetto,
così come è accaduto col decreto legge del 22 Gennaio 2008,
pubblicato il 10 Marzo di quest'anno sulla gazzetta n° 59.
L'unica cosa prodotta da questo decreto è stata l'attivazione di
una semplice linea telefonica punto-punto tra la centrale operativa dei
Carabinieri di Salerno e le rispettive centrali del 115/118 e di un sistema
per lo
smistamento delle chiamate, curato da Telecom Italia, che
effettua uno instradamento random a metà tra Carabinieri e Polizia
di Stato delle chiamate dirette al Numero Unico di Emergenza
Europeo 112.
Ma in realtà non è stato ancora fatto pressoché nulla per
attivare il 112 in Italia, tanto che lo stesso
decreto
Gentiloni
sul 112 conteneva il vizio di non prevedere alcuna integrazione
reale tra Carabinieri e Polizia di Stato, tantomeno con il servizio di soccorso tecnico dei
vigili del fuoco e del soccorso sanitario, per non parlare di
altri servizi di pubblica utilità.
Inoltre il decreto, a parte la discutibile attivazione della fase cosiddetta sperimentale a
Salerno, è rimasto inattuato, tanto che nulla è accaduto nelle
provincie in cui era prevista la seconda fase di attivazione del 112 unico (Como
, Crotone, Imperia, Matera, Padova, Perugia, Sassari e Torino).
Di questa situazione se ne sono però accorte le autorità Europee e la Commissione ha
inviato una nuova lettera di messa in mora al Governo Italiano, in sostanza
si evidenzia la necessità che tutte le centrali
operative di emergenza debbano trattare i dati di localizzazione
e che le chiamate al 112 debbano essere correttamente gestite,
oltre che inoltrate (proprio con dette informazioni di localizzazione del
chiamante), alle centrali competenti, siano esse della Polizia di
Stato, dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Sanitario o
qualsivoglia altro corpo o ente di rilevante importanza, quali
ad esempio la G.d.F.,
il C.F.S., la Guardia Costiera, ecc.).
Si è determinata pertanto una non corretta interpretazione di quanto
previsto nel decreto Gentiloni, rispetto alla normativa Europea,
tanto che alla luce di questa nuova procedura di infrazione, se si dovessero continuare a gestire le oltre 100
centrali operative oggi esistenti con i quattro numeri
telefonici di emergenza oggi attivi, implementando su tutte
queste
l'hardware e il software per la gestione delle informazioni di
localizzazione delle chiamate, si avrebbe un dispendio di risorse
enorme.
Crediamo che il Governo Berlusconi debba tornare al suo
precedente progetto che
prevedeva il 112 unico con strutture di primo livello in grado
di
interfacciarsi con le centrali operative di secondo livello già
esistenti (112, 113, 115, 118), andando quindi a concentrare gli
investimenti sulle centrali di primo livello (da creare con carattere provinciale o sovra-provinciale
e con compiti di dispatching e coordinamento interforze).
Riportiamo di seguito fedelmente il documento dell'ufficio stampa della
Commissione Europea, con di seguito l'estratto di testo che riguarda
l'Italia, deferita assieme a Bulgaria e Romania, alla Corte di
Giustizia Europea. Nel documento è riportato anche il precedente
deferimento alla Corte di Giustizia Europea per la mancata messa
a disposizione dei servizi di emergenza delle informazioni
relative alla localizzazione del chiamante.
Noterete come noi, che l'Italia è attualmente l'unico paese ad
avere aperte ben 2 procedure di infrazione per temi diversi sul
112 (localizzazione e gestione del 112).
Ci permettiamo di ricordare a tutti che questa "non corretta
gestione del 112" è imputabile esclusivamente a errori politici,
non certo a chi oggi si trova a gestire le chiamate al numero
112 ogni giorno, con risorse limitate e non adeguate.
Press
Release
"La Commissione invia oggi (18/09/2008) all’Italia una lettera di messa in
mora avente ad oggetto l’efficacia del trattamento e delle
risposte riservati alle chiamate al 112. In numerosi Stati
membri, tra cui l’Italia, i vari sistemi di risposta ai servizi
di emergenza (in particolare la polizia, le ambulanze, i
pompieri e i servizi di salvataggio) sono operati da centralini
distinti che usano numeri diversi. Questi Stati membri devono
garantire che il trattamento e le risposte alle chiamate al 112
siano efficaci quanto quelli delle chiamate effettuate verso
altri numeri nazionali di emergenza. Ciò non avviene in Italia,
in quanto non sempre i centralini del servizio di emergenza a
cui giungono le chiamate al 112 sono in grado di trasferire
l’utente ai centralini degli altri servizi di emergenza
richiesti."
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