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Sperimentazione NUE 2009 Integrato

Il progetto del nuovo 112 Unico Europeo a Salerno era coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vi hanno partecipato:

  • Dipartimento per l' Innovazione e le Tecnologie;

  • Ministero dell' Interno;

  • Ministero della Salute;

  • Ministero dell' Economia;

  • Ministero delle Infrastrutture;

  • Ministero delle Comunicazioni;

  • Ministero della Difesa;

  • Dipartimento della Protezione Civile;

  • Dipartimento delle Politiche comunitarie;

  • Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il progetto, inizialmente destinato a tre province italiane (Salerno, Catanzaro e Palermo), è stato poi ipotizzato sulla sola provincia di Salerno e prevedeva la realizzazione di una Centrale Operativa del 112 "sovrastrutturale" rispetto alle attuali esistenti, con la centralizzazione delle chiamate e lo smistamento delle richieste ai servizi di istituto esistenti attraverso le attuali centrali operative di Carabinieri, Polizia, Soccorso Tecnico dei Vigili del Fuoco (e di altri enti) e Soccorso Sanitario, cosiddette di secondo livello.
Lo stato del progetto al momento della sospensione (con il termine del Governo della XIV legislatura), era il seguente.

Erano stati istituiti due gruppi di lavoro:

  • Un “Gruppo di Lavoro per l’istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM del 04/08/2003);

  • una struttura di missione denominata “Unità tecnico-operativa per l’istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM 30/06/2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 237 dell’11-10-2005).

Il cui mandato è terminato con la scadenza del Governo della XIV legislatura senza vedere l’avvio della sperimentazione annunciata per l'anno 2006.
La suddetta unità tecnico-operativa ha raggiunto risultati condivisi dalle componenti interessate al progetto, quali:

  • Realizzazione ed approvazione da parte di tutte le Amministrazioni partecipanti al progetto (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Soccorso Sanitario, Ministero delle Comunicazioni, Autorità di Garanzia nelle Comunicazioni), dello studio di fattibilità del progetto;

  • Realizzazione del Manuale Operativo, attualmente in avanzato stato di approvazione;

  • La definizione della progettazione esecutiva del servizio di Numero Unico di Emergenza 112;

  • La definizione del sistema, con la condivisione di tutti gli operatori di telefonia fissa e mobile che garantirà di identificare l’esatta localizzazione dell’origine della chiamata di emergenza da qualsiasi rete telefonica ed i dati anagrafici del chiamante1;

  • Ottenimento del parere favorevole sul progetto da parte del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Con delibera del CIPE n°17, del 09/05/2003, è stata approvata la somma di 126 milioni di euro, per progetti del Ministero dell’Innovazione Tecnologica, parte della quale destinata al progetto del Numero Unico di Emergenza 112 per le zone “obiettivo 1” e le regioni Abruzzo e Molise, con scadenza delle quote di investimento prevista per la fine dell’anno 2006, quindi mai utilizzata. 

Durante la fase di preparazione della sperimentazione sul 112 a Salerno,
l’Italia, attraverso il Ministero dell’Innovazione Tecnologica, ha aderito al MOU sull’
eCall impegnandosi al rispetto dei tempi che prevedono nel 2009 la commercializzazione di veicoli equipaggiati di un sistema di chiamata automatica per le emergenze, alle centrali operative del 112. Pertanto necessitano per tale data di aver compiuto un “upgrade” tecnologico di notevole portata, nonché di test di affidabilità del sistema (anche incrociati con database e sistemi di altri paesi), cosa impensabile dopo lo stop alla sperimentazione.

A ciò va aggiunto che i
n data 04/04/2006, la Commissione Europea ha avviato una
procedura d'infrazione 2 nei confronti dell’Italia per la mancata applicazione di quanto previsto nella direttiva CE 2002/22/CE, con riferimento all’articolo 26, terzo comma “informazioni relative all'ubicazione del chiamante”.
Le risposte del
Governo Italiano, come previsto nell’articolo 226 del trattato CE, non sono state ritenute sufficienti dalla Commissione Europea
, tanto che ad Ottobre 2006 la procedura di infrazione è entrata nella seconda fase con una nuova intimazione al Governo Italiano da parte della Commissione.

Il progetto di Salerno può ormai dirsi archiviato.


1 Raccomandazione della Commissione del 25 luglio 2003, sul trattamento delle informazioni relative alla localizzazione del chiamante sulle reti di comunicazione elettronica ai fini della fornitura di servizi di chiamata di emergenza con capacità di localizzazione (2003/558/CE).
2 Vedere anche il comunicato stampa della Commissione Europea “IP/06/464” e “MEMO/06/158”.

Pagine secondarie (1): Procedura di Infrazione
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