112 Italia

La Storia:

In Italia il numero 112 e' stato dal 1981 al 2010 esclusivamente il numero per contattare le centrali operative dei Carabinieri, mentre storicamente il numero 113, collegato alle centrali operative della Polizia di Stato, attivato nel 1968, era conosciuto come il numero per il "Soccorso Pubblico d'Emergenza", al quale ci si rivolgeva per qualsiasi emergenza.





Il centotredici sostituiva gli altri numeri brevi per l'emergenza non ancora attivi, passando in interconnessione le chiamate di soccorso ad altri enti deputati al soccorso sparsi sul territorio di competenza.

Oggi sono presenti in Italia vari numeri per l'emergenza, dedicati alle diverse tipologie di servizi che possono essere richiesti:

I numeri contrassegnati con l'asterisco sono categorizzati di pubblica utilità.

A questi numeri si vanno ad aggiungere le numerazioni brevi di utilità sociale che la Commissione Europea ha previsto debbano migrare su numerazioni brevi con prefisso 116 (il 1500 per le emergenze sanitarie come i casi di epidemie, il 1522 "Antiviolenza Donna").
Chiuso invece da alcuni anni il numero 116, per il soccorso stradale si possono contattare i numeri verdi brevi delle diverse organizzazioni private (ad esempio 803116 o 803803).
Il numero breve
114 per le segnalazioni dei minori in difficoltà, servizio affidato dal Ministero delle Comunicazioni al Telefono Azzurro, è classificato a tutti gli effetti come numerazione di emergenza (funzionante anche in caso di scioperi nel settore delle telecomunicazioni), resta anche il vecchio 19696,  

Con l'istituzione nel 1991 del Numero Unico Europeo 112 per le Emergenze (91/396/CEE), le chiamate al 112 sono state instradate direttamente alle centrali operative dei Carabinieri che poi si devono far carico di smistare le eventuali chiamate per gli altri servizi, alle altre Centrali Operative del soccorso (in alcuni casi chiedono di richiamare l'esatto numero corrispondente all'emergenza per la quale l'utente chiama).


E' naturale pero' che le chiamate al 112 siano aumentate vertiginosamente dal 2002, per i seguenti motivi :

  • Gli utenti che utilizzano telefoni cellulari sono oltre il 90% della popolazione italiana, con quasi una linea mobile per abitante. Se si considera che il numero 112 e' pubblicizzato nei libretti istruzione dei telefoni cellulari come l'unico numero contattabile, anche sotto copertura di diverso operatore che non sia il proprio, o che di fatto sia l'unico numero contattabile senza la SIM/USIM card all'interno del telefono, si capisce che molti utilizzatori associano alle emergenze il numero 112.

  • I cittadini stranieri che sono in Italia e non conoscono i diversi numeri di emergenza, utilizzando il cellulare o il telefono fisso, chiamano i numeri d'emergenza e, se noto, il numero 112. Con i telefoni cellulari, i più moderni telefonini, indirizzano al 112 anche le chiamate verso il 999 (UK) o verso il 911 (U.S.A.), senza consapevolezza da parte dell'utente di quale servizio si stia chiamando.

  • Infine, anche per la crescente consapevolezza che il Numero Unico per le Emergenze in Europa e' il numero 112, benché dai dati dell'Eurobarometer sembra saperlo solo il 10% della popolazione.

I passi che hanno portato l'Italia ad adottare il Numero Unico Europeo 112 per le Emergenze

Il Ministero per l'Innovazione Tecnologica nel 2004 nella annunciava l'avvio di una sperimentazione nelle province di Salerno, Catanzaro e Palermo, di fatto la sperimentazione è stata poi limitata a Salerno.

Nel 2004, ai fini della sperimentazione, si è vista concretamente la nascita di:

  1. Un “Gruppo di Lavoro per l’istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM del 04/08/2003); o una struttura di missione denominata “Unità tecnico-operativa per l’istituzione del Numero Unico Europeo di emergenza” (DPCM 30/06/2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 237 dell’11-10-2005). 

  2. una commissione interministeriale alla quale è stato affidato il compito di analisi e di realizzare uno studio di fattibilità per stabilire come dovranno essere strutturate e organizzate, anche  tecnologicamente, le centrali operative del 112 in Italia. Tale studio è stato completato.

Il mandato di queste commissioni è scaduto nella prima metà del 2006, la sperimentazione di Salerno (per un approfondimento su quanto era stato predisposto si può visitare la sezione dedicata) ha poi portato alla costruzione del modello "NUE 2009 Integrato".

Modello "NUE 2009 Integrato"

Questo modello, nato dall'esperienza di Salerno, prevede l'intradamento delle chiamate al 50% tra le centrali operative di Carabinieri e Polizia di Stato (instradamento gestibile anche per competenze territoriali dei due corpi di polizia), con la localizzazione del chiamante in modalità "Pull" e il trasferimento delle chiamate del soccorso tecnico e sanitario alle competenti centrali operative dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Sanitario, le quali hanno accesso al sistema di localizzazione delle chiamate anche per le telefonate ricevute sulle linee 115 e 118.

Il modello "NUE 2009 Integrato" è attivo nelle seguenti province:

- Biella;
- Brindisi;
- Modena;
- Pistoia;
- Rimini;
- Salerno;

In contemporanea tra il 2008 e il 2010 AREU Lombardia ha realizzato il modello NUE 112 Laico (vedere apposita pagina), oggi attivo anche nel Lazio.