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Dopo la condanna il Governo cerca di capire come far partire il
112, intanto pagheremo il ritardo. (Febbraio 2009)

Paradossalmente l'Italia si troverà nelle prossime settimane
ancora priva di un solo numero per tutte le emergenze e con
difficoltà a reperire le risorse necessarie ad implementarlo su
tutto il territorio nazionale, ma si vedrà costretta a pagare
una salata multa che verrà presto stabilita in sede Europea (un
"tot" fino a completa attivazione, si ipotizzano diverse
centinaia di migliaia di euro al giorno).
Cerchiamo di ricostruire quello che sta accadendo in questi
giorni, dopo una fase di stasi, sembrano riattivarsi tutte le
componenti, il Ministro Maroni a Venezia, incontrando il
Governatore del Veneto ha dichiarato: "E' un progetto che
partirà dal Veneto. L'Italia è da tempo nel mirino della
Commissione europea che ha avviato una procedura di infrazione
perché la Commissione chiede, come si fa in tutti i Paesi
europei, di aver un solo numero per le emergenze, mentre in
Italia ce ne sono addirittura quattro" (il Ministro
dimentica che anche il 114 è un numero di emergenza, dedicato ai
bambini e alle loro problematiche).
Perché dal Veneto è un quesito che lasciamo aperto e a cui non
sappiamo dare risposta, il Veneto è sicuramente una regione
sensibile ai temi della sicurezza e dell'emergenza, con un
afflusso di turisti imponente (sia a Venezia e Verona, sia sulle
aree di montagna), dove peraltro avevamo già segnalato
episodi di non corretta gestione delle chiamate al 112.
E' però auspicabile che la sperimentazione venga avviata
simultaneamente in più di una regione, permettendo la creazione
di un modello esportabile poi in tutta Italia.
Ma Maroni non è l'unico ad avere titolo di parlare di 112,
sembrerebbe infatti che nell'ultimo mese il progetto del NUE 112
sia stato affidato al Dipartimento di Protezione Civile, anche
per l'autonomia che questo ha dipendendo direttamente dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri viste le difficoltà
incontrate nella gestione tra i diversi ministeri competenti
(Interno, Difesa, Salute, Sviluppo Economico-Comunicazioni).
Presso il DPC si è tenuta anche una riunione plenaria per
cercare di dipanare la matassa di quanto sia necessario fare, ma
non è ancora ufficializzato chi seguirà la questione, infatti
l'impegno del prossimo Luglio per il G8 catalizza tutte le
attenzioni del team di Bertolaso, col rischio che l'importanza
del progetto del NUE 112 venga sottovalutata.
La cosa che più fa sorridere è la modalità di attivazione del
112, infatti il DPC sembrerebbe orientato a seguire quanto già
attuato a Salerno, di fatto nulla a che vedere col 112 che
funziona negli altri paesi d'Europa (Svezia, Spagna, Olanda...),
basandosi su quanto previsto nell'inattuato decreto Gentiloni di
un anno fa.
Il 112 italiano di Salerno consiste in un semplice smistatore di
chiamate al 50% tra centrale operativa dei Carabinieri e della
Polizia di Stato implementato da Telecom Italia, con aperta la
possibilità di implementazione della localizzazione del
chiamante, sembra che sebbene gli operatori di telefonia mobile
e fissa abbiano già messo a disposizione le informazioni di
localizzazione delle chiamate, tutt'ora le centrali operative di
Salerno non possano visualizzare in tempo reale tali
informazioni (quindi è come non averle), di conseguenza inoltre
se un utente chiama il 112 a Salerno per segnalare un incidente
e risponde la Polizia di Stato, poi effettua una seconda
chiamata perché nel frattempo si è accorto che uno degli
occupanti del veicolo incidentato ha bisogno di un'ambulanza, si
potrebbe sentire rispondere dai Carabinieri che sono all'oscuro
di quanto già segnalato alla Polizia di Stato.
Il Soccorso Sanitario (118) e quello Tecnico dei Vigili del
Fuoco, oggi a Salerno ricevono le chiamate su un semplice
telefono fisso, senza possibilità di ricevere le informazioni
relative all'ubicazione del chiamante, ma tantomeno possono
essere registrate e riascoltate le conversazioni con gli utenti,
né è visibile il CLI (identificativo telefonico del chiamante),
un passo indietro agli anni ottanta quando il 113 inoltrava
semplicemente le chiamate a tutti gli altri enti sulle normali
linee telefoniche.
Questa modalità di implementazione mette in secondo piano, per
non dire peggio che emargina di fatto, il soccorso sanitario e
quello tecnico dei Vigili del Fuoco che assieme ricevono ben
oltre il 60% delle chiamate di emergenza. Forse è bene
cominciare a pensare che, se non cambiano le cose, l'addio alla
numerazione 118 potrebbe avere conseguenze anche sull'efficienza
ed efficacia stessa del soccorso sanitario e stesso dicasi per
il 115 dei Vigili del Fuoco.
Senza parlare qui del Corpo Forestale dello Stato, della Guardia
Costiera, della Guardia di Finanza e del CNSAS, completamente
ignorati nel decreto 2008.
E' necessario un passo avanti rispetto all'idea riduttiva del
112 implementato parzialmente Salerno, verso un modello ben più
strutturato e capace di dare risposte immediate per tutte le
componenti dell'emergenza e non solo per quelle di sicurezza
pubblica.
Un modello integrato che permetta un reale avvicinamento tra
Polizia di Stato e Carabinieri, ma anche con il Soccorso
Sanitario e con i Vigili del Fuoco e le altre componenti minori.
Attendiamo i prossimi sviluppi di questa interminabile vicenda,
ringraziamo la stampa e le associazioni dei cittadini, per il
risalto che potranno dargli, visto che i cittadini continuano a
non essere informati dalle autorità sull'esistenza del 112 unico
in Europa.
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