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Finalmente il 112 parte in Lombardia col
piede giusto (Ottobre 2009)

Il 112 parte ai primi di Novembre a Varese,
grazie ad un accordo stretto dal Ministro degli Interni Roberto
Maroni e l'assessore alla sanità della Regione Lombardia,
Luciano Bresciani.
Finalmente un progetto che va nella direzione intrapresa anni fa
anche negli altri stati Europei, con la dichiarata intenzione di
un "call center laico" capace di ricevere e inoltrare
telematicamente gli allarmi alle altre centrali operative di
secondo livello, quelle della Polizia di Stato, dei Carabinieri,
dei Vigili del Fuoco e del Soccorso Sanitario (oltre a tutti
quegli altri enti che contribuiscono alle operazioni di
soccorso, quali Guardia di Finanza, Soccorso Alpino e
Speleologico del CAI, Guardia Costiera, Corpo Forestale dello
Stato e Polizia Locale).
Ciò porterà sostanzialmente ad una forte riduzione dei tempi di
intervista telefonica e di invio dei mezzi di polizia o di
soccorso senza più problemi di
localizzazione
del chiamante, oltre ad una maggiore integrazione tra tutte le
componenti dell'emergenza che permetterà una migliore copertura
del territorio e una gestione di tutte le risorse in maniera più
organizzata ed efficace.
La centrale di Varese assorbirà tutte le chiamate dirette al
Numero Unico di Emergenza Europea 112, smistando alle centrali
di secondo livello le richieste. Inevitabilmente, dalla
comunicazione ai cittadini che è di fatto già partita con
articoli sulla stampa nazionale e locale, il numero delle
chiamate al 112 per qualsiasi emergenza, crescerà rapidamente.
Proprio in virtù dell'accordo tra Viminale e il Pirellone, il
112 in fase sperimentale verrà gestito dalla centrale operativa
del 118 di Varese (ove è attivo già da tempo un call center
avanzato "sperimentale" con ottime capacità organizzative, come
dimostrato durante i mondiali di ciclismo del 2008) che in
questi giorni sta preparando tutte le necessarie procedure,
oltre che rafforzando le postazioni e l'infrastruttura
tecnologica, primi fra tutti sono i collegamenti telematici e
telefonici con le altre centrali di secondo livello e con il CED
interforze di Roma per la
localizzazione
del chiamante.
L'AREU ci rassicura, "entro pochi giorni saremo pronti e il 112
partirà di concerto con le altre autorità", Varese diventa
quindi il fulcro della sperimentazione che rilancerà l'emergenza
in tutto il territorio nazionale.
Appena il primo breve periodo di rodaggio sarà concluso, saranno
attivate anche le provincie di Sondrio, Como e Lecco, mentre nel
resto d'Italia saranno realizzati progetti paralleli in Emilia
Romagna (Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena) e in Sicilia a Palermo.
Ma l'obiettivo definitivo è la realizzazione di nuove centrali
operative di primo livello con personale tecnico formato dai
diversi Ministeri di Competenza (Sanità e Interni
principalmente).
Ci sembra che dopo anni di false partenze, il 112 stia
rapidamente avviandosi a divenire l'unico numero di emergenza in
Italia, il Ministro Maroni intende concludere le sperimentazioni
ed attivare il 112 unico entro il mese di Luglio 2010 in tutta
Italia, anche per evitare le sanzioni che la Commissione Europea
continua a minacciare a fronte delle passate resistenze
dell'Italia ad adeguarsi (la normativa è del 2001).
Come già detto, il Governo ha stanziato 43 milioni di euro, ma
sono solo una prima trance necessaria per l'avvio del progetto,
la spesa complessiva si aggira attorno ai 100 milioni di euro
circa.
Stigmatico il titolo del quotidiano della Provincia di Como:
"Addio al 118, basta con il 113. Per ogni emergenza solo il
112".
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