I rischi del nuovo progetto 112 in Italia
(Maggio 2007)

E' ormai ufficiale, dopo le dichiarazioni dei Sottosegretari Calò e Magnolfi in risposta alle interrogazione a Camera e Senato, è stato pubblicato in questi giorni sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri il testo esplicativo del funzionamento che avrà il 112 unico Europeo in Italia, con una completa rivisitazione del precedente progetto già approvato dalla Commissione Europea.

Le differenze sono sostanziali, si passa da una organizzazione per centrali di primo e secondo livello con distinzione netta tra il call-taking/dispatching delle chiamate e la gestione delle stesse, ad una soluzione che prevede la ricezione e lo smistamento o, nel caso di chiamate che richiedano un intervento di polizia, anche la gestione delle stesse attraverso le sole centrali di Carabinieri e della Polizia di Stato (non è chiaro se la suddivisione sia per zone di competenza o se tale indicazione sia duplice in attesa di definire quale di questi due corpi di polizia debba farsi carico della gestione del 112 sull'intero territorio nazionale).


Scompare la chiamata diretta al 113, 115 ed al 118, convogliando tutte le numerazioni di emergenza sul 112 (Decreto Legislativo 18 agosto 2006, n.191), ciò significa che le centrali del Soccorso Sanitario e dei Vigili del Fuoco riceveranno le chiamate in seconda battuta (trasferimento) o addirittura solo le informazioni di indispensabili per gestire l'intervento, senza possibilità di intervistare il chiamante, se non attraverso una nuova telefonata apposita, perdendo le capacità di reazione immediata che spesso alcune situazioni necessitano.

Inoltre è necessario che le centrali operative di Carabinieri e Polizia di Stato vengano riorganizzate in modo da poter gestire un gran numero di chiamate al 112, almeno dalle tre alle cinque volte superiori all'attuale flusso di chiamate che il 112 riceve oggi.

Tale stima, basata sia sulla convergenza di tutti gli attuali numeri di emergenza sul 112, è dovuta ad altri due fattori:

  • il primo dovuto alla necessaria unificazione su scala provinciale o sovraprovinciale delle centrali operative esistenti di Carabinieri e Polizia di Stato (oggi spesso organizzate per distretti pluriprovinciali) per far sì che gli investimenti necessari alla localizzazione delle chiamate possano essere concentrati e quindi più contenuti.

  • il secondo fattore è legato alla tipologia dei servizi offerti, ad esempio oggi molte centrali operative del 118 sono strutturate per la gestione anche di servizi non propriamente di emergenza, quali le chiamate per le guardie mediche, l'igiene ambientale e le guardie veterinarie, così come i Vigili del Fuoco ricevono attraverso il 115 numerose chiamate per "apertura porte" o per rimozione di nidi di vespe e api.

Le Centrali Operative del 112 dei Carabinieri sono già limitatamente dimensionate oggi, tanto che spesso il personale che si occupa della risposta alle chiamate di emergenza, è anche addetta al centralino della caserma locale o provinciale e ai relativi servizi di portineria.
Succede già che si possa far fatica a ricevere risposta dal 112 (come testimoniano gli stessi cittadini: articolo1 e articolo2),  fatto che evidenzia la necessità impellente di una riorganizzazione delle centrali operative, con test valutativi delle modalità di risposta e intervento simili a quanto già fatto dallo stato portoghese in occasione dell'attivazione del 112.

Ma il rischio elevato di questo progetto è costituito dall'eliminazione di una sovrastruttura di primo livello che avrebbe costituito un primo passo verso l'integrazione di tutte le componenti dell'emergenza, imponendo un flusso di chiamata che potrebbe altresì causare incomprensioni e una difficile suddivisione delle responsabilità di gestione delle chiamate più complesse, limitando anche le interazioni in occasione di maxiemergenze.

Restano sempre ignote le modalità di integrazione che verranno previste tra i sistemi informatici e telefonici in uso da parte delle centrali 112 di Carabinieri e Polizia di Stato con quelle degli altri corpi ed enti (in particolare le strutture del soccorso sanitario) per poter utilizzare le informazioni di localizzazione del chiamante che hanno portato l'Italia di fronte alla Corte di Giustizia Europea.

Oggi scade anche la promessa della prima attivazione del 112 in Italia, in modalità sperimentale in una prima provincia che probabilmente sarebbe dovuta essere ancora quella di Salerno. Non ci risulta invece purtroppo che tale attivazione avverrà nei prossimi 3 mesi.

 
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