Se il 112 ti chiede di chiamare il 113 e viceversa
(Dicembre 2007)

Prendiamo spunto da un articolo comparso su Il Giornale dello scorso 22 Novembre per riproporre un problema già segnalato un anno fa, quando anche noi dell'EENA per segnalare un incidente, ci imbattemmo nel solito rimbalzo di competenze tra centrali operative dei Carabinieri e della Polizia di Stato, le stesse in cui si imbattono, oltre ai cittadini, anche gli operatori del soccorso tecnico e di quello sanitario quando richiedono l'intervento delle forze dell'ordine.

Ci permettiamo di invitare i prefetti italiani ed il Viminale a rivedere la circolare ministeriale emessa il 9 Dicembre del 2002 stabilendo nuove modalità che portino la prima centrale operativa che riceve la chiamata a curarne l'intera gestione, passando la chiamata, in modo proattivo, al corpo di polizia che effettuerà l'intervento e comunicando al chiamante tempistiche certe che devono essere stabilite come avviene per le autoambulanze (otto minuti nei centri urbani e 20 minuti nelle zone extraurbane).

Servono maggiori garanzie anche per Carabinieri e agenti di Polizia, è necessario stabilire i loro tempi di intervento per far sì che le pattuglie in servizio vengano calcolate sull'effettiva necessità del territorio, aumentando le poche pattuglie oggi in servizio di pronto intervento radiomobile e coordinandole tra loro senza vincoli di territorio (flessibilità di impiego e collaborazione anche con altri corpi ed enti come la Guardia di Finanza e la Polizia Locale).

Stessa cosa per gli operatori delle centrali operative di Carabinieri e Polizia di Stato, che  sono sottodimensionate (come indicato nell'articolo di seguito riportato che attesta a 2 o 3 il numero dei centralinisti del 112 di Milano) e con carenze di infrastrutture e di tecnologie moderne (leggi localizzazione delle chiamate).

Per questo motivo, alle soglie del 2008, se avete bisogno di un soccorso urgente da parte delle forze dell'ordine, non possiamo che suggerire di chiamare contemporaneamente il 112 ed il 113, sperando che presto il Numero Unico di Emergenza Europeo venga istituito con centrali operative uniche, per evitare di perdite di tempo poco opportune.

Riproponiamo in allegato l'articolo in formato pdf: Il Giornale
 

 
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